VIA CRUCIS
DELLE FAMIGLIE

Il disegno di Dio chiama tutti a vivere la totalità dell’amore, attraverso la conversione del cuore e la santità della vita. Per i coniugi e le famiglie il matrimonio è il loro specifico cammino di santità. Come sposi cristiani sono, infatti, corroborati e consacrati per l’attuazione della loro vocazione fino alla perfezione, ma raggiungeranno la pienezza solo seguendo Cristo e passando come lui attraverso un’esperienza di morte e di risurrezione. Il cammino della croce continua ogni giorno nelle nostre famiglie. Ogni famiglia ha le sue croci: dalle più grandi croci fisiche e morali alle più quotidiane croci causate dai figli o dal difficile accordo tra gli sposi. Solo l’amore di Gesù crocifisso è la sorgente la forza e il costante alimento del loro matrimonio. È solo in virtù del mistero pasquale entro cui il matrimonio nuovamente inserisce che l’amore coniugale viene purificato e santificato, che la vita della famiglia come quella della chiesa viene rigenerata. Ripercorriamo nel vangelo e in questa Via Crucis le tappe della passione di Gesù, assumendo con amore tutte le croci, le angosce, i problemi, la passione delle famiglie del mondo, con la certezza che Gesù cammina con noi e che ogni croce portata con lui sbocca nella via luminosa della resurrezione ed è via di santità.
I Stazione
Gesù è condannato a morte
Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Riflessione:
Scorrendo
La loro unione restò segnata
dall’ambiguità. Queste ultime parole sembrano bene esprimere le luci e le ombre
dell’amore umano. Siamo forse stati abituati ad intenderle come maledizione che
Dio inflisse alla prima coppia a seguito del peccato
originale. L’accresciuta comprensione della Bibbia ci chiede di liberarci da
questa visione e di interpretare invece queste parole come un invito rivolto
all’uomo e alla donna di ogni tempo affinché scorgano
meglio cosa si nasconde nel loro cuore. La storia di Adamo
ed Eva mette alle strette ogni coppia: da una parte sta il sogno di realizzare
l’unione perfetta, dall’altra la realtà delle reciproche incapacità. Illudersi?
Rinunciare al sogno? Oppure, come sempre più spesso
succede oggi, né l’una né l’altra cosa, ma stare insieme fin che dura il sogno
e lasciarsi appena spunta la realtà? Risposte diverse ma in fondo simili: tutte
parlano dell’amore come si riguardasse solo due io,
l’uomo e la donna. Non sarà che l’amore umano abbia a
che fare con Dio? Non sarà che il sogno intravisto, ma
infranto per la fragilità dell’amore umano, possa realizzarsi per la forza di
Dio? Tu, Adamo ed Eva del duemila, hai forse dimenticato che puoi contare su di
Lui?
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Per tutte le coppie cristiane,
perché vivano la loro unione affidandosi e consacrandosi all’amore di Cristo.
Per le famiglie, affinché
affondando le loro radici nella certezza della risurrezione, vivano sempre
nella pace.
Per ogni famiglia nascente,
perché faccia di Dio il centro della propria vita.
Canto: Ti saluto o croce santa
II Stazione
Gesù prende la croce
Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Paure contrastanti attraversano
oggi le coppie al pensiero della vita che da loro potrebbe nascere: si teme di
avere un figlio, si teme di non averne. Ma anche in
tempi di vita violata e manipolata, emerge imperioso il desiderio di dare vita a un figlio. Sennonché, la natura sembra prendersi la
rivincita delle ferite che vengono inferte alla sua
naturale fecondità: aumentano le coppie che, pur desiderando dare vita a un
figlio, sono affette da sterilità. Come ogni desiderio umano,
anche quello di un figlio può essere inquinato dall’egoismo, ma nonostante
questa possibilità è difficile negare che la sua frustrazione non comporti una
profonda sofferenza.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore, aiutaci
Signore, aiutaci a comprendere
che i figli sono dono che tu offri gratuitamente e che
non sono una proprietà da gestire a proprio piacimento.
Signore, aiuta tutte le coppie
che non hanno figli e fa che non sentano la sterilità come un’umiliazione.
Signore, in questi tempi di manipolazione
e violazione genetica, emerga sempre il rispetto della vita
Canto: Ti saluto o croce santa
III Stazione
Gesù cade sotto la croce
Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Laddove l’adulterio si prospetta
non come iniziativa propria ma offerta altrui, si può
ancora restare fedeli? Quanto capita nella Bibbia a
La moglie del padrone gettò gli
occhi su Giuseppe e gli disse: <Unisciti a me!>. Ma
egli rifiutò. E, benché ogni giorno essa ne parlasse a
Giuseppe, egli non acconsentì di unirsi, di darsi a lei. Bellezza
e fascino, prima che arti umane sono dono di Dio. A
lungo castigati fonte di peccato, bellezza e fascino sono oggi esaltati
al punto da diventare l’unico motivo che decide delle scelte amorose. Tra il
< mi piace > e <
lo voglio > non si fa differenza. L’adulterio non si limita all’infedeltà di
chi lo commette ma comporta il tradimento di chi lo
subisce. Fino a che punto bisogna rispettare il matrimonio degli altri? La fuga
dal male dell’adulterio per salvaguardare il bene di un matrimonio può anche
richiedere di pagare un prezzo.
Si potrebbe osservare che se il
prezzo del bene è tanto caro, allora è un prezzo
ingiusto. Ma chi cede al male per timore di dover pagare un prezzo troppo alto,
non ha idea di quanto prezioso sia il bene tralasciato
e quanto più amaro il prezzo del danno provocato.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Gesù, tu hai trovato la forza
nella preghiera, fa che anche noi possiamo attingere ad essa
quando siamo tentati dalle cose effimere del mondo.
Gesù, accresci
sentimenti di perdono e stima in ogni coppia, e fa che l’uno trovi
nell’altra la forza di superare le tentazioni interiori.
Gesù, il matrimonio cristiano è
un’alleanza formata sull’amore, sostieni tutte le famiglie perché vivano sempre
nella fedeltà ad essa.
Canto: Ti saluto o croce santa
IV Stazione
Gesù incontra la madre
Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Il figlio, prima
o poi, diventa il desiderio principale di una coppia. Non appena il
desiderio si trasforma in un frugoletto in carne ed ossa, il mondo attorno
subisce un cambiamento totale, soprattutto il mondo dei genitori, poiché i loro
occhi si posano su un altro. Lo sguardo del figlio non è lo stesso per il papà
e per la mamma. La diversità dello sguardo dei genitori per i figli e sul loro
futuro è registrata nella Bibbia nella storia matrimoniale di
Isacco e Rebecca. Si racconta infatti che Isacco
prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva
Giacobbe. La diversa predilezione dei genitori per l’uno dei due gemelli non
era certo rifiuto dell’altro figlio. Questa diversità potrebbe essere
provvidenziale, capita spesso, tuttavia, che la diversità dello sguardo sui
figli sia la miccia che accende il conflitto di coppia. Succede nei casi più
dolorosi che il figlio diventi l’ostaggio: ci si allea
con lui contro il coniuge. Il conflitto può anche finire in un grande dispiegamento di forze e di tempo, che prevede il
coinvolgimento del pediatra, dello psicologo o dell’esperto di turno per
allevare il figlio nel modo migliore. Non è tutto inutile: ma il ricorso agli
< esperti > rivela talvolta l’ingenuità fatale di credere che la crescita
di un figlio sia un problema di regole e di consigli giusti. Non c’è miglior
crescita che quella offerta da due genitori che si
amano. E’ bene che papà e mamma, invece che insistere a cercare chi dei due ha
lo sguardo migliore sul figlio, riprendano a guardarsi negli occhi. Quando i due ritroveranno l’amore che è all’origine della
vita del loro figlio, non tarderà ad essere trovato anche il modo migliore per
continuare, insieme, ad amarlo. Dall’amore matrimoniale può
infatti giungere la forza per continuare a dare come genitori la propria
vita per il figlio, poiché proprio quell’amore fu in grado un giorno di dare
inizio alla sua vita.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore guidaci
Per i genitori, perché guidati da
Cristo, realizzino pienamente la loro vocazione alla paternità e maternità.
Per i genitori, perché in questa
società consumistica, sappiano accompagnare nel cammino di fede i propri figli.
Per i genitori, perché siano
sempre concordi nel guidare i loro figli verso la maturità umana e cristiana.
Canto: Ti saluto o croce santa
V Stazione
Gesù è aiutato dal cireneo
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
Per quanto siano
in aumento le unioni civili e le coppie di fatto, il matrimonio religioso gode
ancora di alto gradimento. La chiesa resta ancora un luogo che ha a che fare
con l’amore di coppia. Che l’andare in chiesa sia uno stacco rispetto al corso
normale della vita è innegabile. Dio stesso ha
invitato l’uomo a riposare affinché non si appiattisca
a vivere orizzontalmente fino a dimenticare che la vita ha anche una dimensione
verticale, quella delle relazione con Lui. Ciò che non va in una tale visione
della chiesa esterna alla famiglia è che la famiglia
può viverla solo uscendo di casa, poiché la vita della chiesa non entra nelle
case delle famiglie. La vicenda di Aquila e Priscilla
una coppia di giudei appartenente alla primitiva comunità cristiana, induce un
diverso modo di intendere il rapporto tra coppia e chiesa. Aquila e la moglie
Priscilla, giudei profughi giunti da Roma, risiedono
in Corinto. Il loro primo contatto con la novità del cristianesimo avviene sul
posto di lavoro. Offrono lavoro all’apostolo Paolo. Quell’incontro segna la
loro vita. Essi gli offrono anche di dimorare nella loro casa. Il Vangelo,
annunciato da Paolo, trova stabile dimora sul posto di lavoro e dentro casa. Il
clima accogliente della loro vita familiare diviene non solo il focolare dove
si riceve il vangelo, ma anche dove lo si trasmette.
L’accoglienza che è un tratto caratteristico della famiglia, viene
riscoperta da Aquila e Priscilla al livello più profondo di essere una
particolare via missionaria della famiglia. In questo contesto
familiare, una persona può non solo udire l’annuncio ma vederlo vissuto da
vicino. Dalla relazione familiare che due coniugi sanno instaurare prende vita
la chiesa.
Intenzioni di preghiera.
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Per tutti gli sposi cristiani,
perché si sentano chiamati in prima persona a prendere
parte viva alla missione della chiesa.
Per tutti gli sposi, perché
vivano in pienezza il loro matrimonio cristiano, come esperienza piena di senso
e come “buona notizia” per tutte le famiglie.
Per tutti gli sposi, perché rendano la
loro dimora, luogo accogliente dove si riceve e si trasmette il Vangelo.
Canto: Ti saluto o croce santa
VI stazione
Gesù imprime il suo volto sul lino della Veronica
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché con la tua
santa croce hai redento il mondo
C’è stato per ogni coppia un
tempo, che forse dura ancora o forse è solo un pallido ricordo, che si è soliti
chiamare innamoramento. Tempo che, guardato con gli occhi
degli sposi non più novelli, appare forse tanto spensierato quanto ingenuo.
Ripensare a quando si era innamorati può forse
suscitare qualche sospiro di nostalgia. Ma potrebbe
anche riaccendere quella scintilla cui si deve la propria storia d’amore, la
quale, non senza qualche bruciatura, ha tuttavia continuato a riscaldare la
vita di coppia. Torniamo per un momento al tempo dell’innamoramento in
compagnia di una coppia di cui racconta
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore
illuminaci
Signore, tieni sempre accesa la
fiamma dell’amore in tutte le famiglie e fa che non cadano mai
nell’indifferenza.
Signore, fa che tutte le coppie
non cadano nell’abitudine del quotidiano, ma giorno
per giorno trovino nell’altro la novità che dà gioia.
Signore, fa che tutte le coppie
si riscoprano ogni gironi rivivendo le meraviglie del
tuo amore.
Canto: Ti saluto o croce santa
VII stazione
Gesù cade una seconda volta
Ti adoriamo Cristo e ti
benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Che l’unione coniugale non sia
solo una funzione riproduttiva è ormai pacifico: lo
stesso Magistero della Chiesa cattolica insiste nel considerarla come
espressione e alimento dell’amore matrimoniale e a proposito di paternità e
maternità chiede che siano responsabili. In questione è invece l’intimo legame
che stringe l’unione e la generazione. Può l’amore dei due chiudersi all’arrivo
del terzo? La vicenda biblica di Onan
non manca di attirare l’attenzione sugli effetti che l’esclusione ostinata dei
figli procura. Giuda disse a Onan:
“ Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e
assicura così una posteriorità per il fratello”. Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come
sua, e non diede una posteriorità al fratello Ciò che egli faceva non fu
gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. La generazione del figlio è
la maturazione del rapporto nella coppia. Nella misura in cui rifiutasse di essere fecondo, l’amore finirebbe per appassire. L’unione
coniugale che rifiutasse ostinatamente la vita finirebbe per mortificare la
stessa vita dei coniugi. I figli non sono incidenti di
percorso e neanche un prodotto della tecnica: sono il prendere vita del
desiderio amoroso dei due di essere una cosa sola,
sono la realizzazione nel tempo di quell’anelito all’eternità che anima l’amore
tra un uomo e una donna. Nel figlio i due genitori saranno sempre insieme
presenti e lo saranno al di là della loro morte.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore aiutaci
Per le giovani coppie, perché non
si chiudano nel loro egoismo ma si aprano
all’accoglienza di una nuova vita.
Per tutti gli sposi, perché
fortificati dalla virtù della speranza non si facciano prendere dal timore o
dallo.
Per i giovani sposi, perché non
manchi mai la sicurezza di un lavoro e di una casa per fondare una nuova
famiglia.
Canto: Ti saluto o croce santa
VIII stazione
Gesù incontra le pie donne
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Anche nella sfera amorosa si è
infiltrata l’avida logica del consumo, più seduco e
più sono. Il segreto luciferino del successo di
questa convinzione risiede nella sua capacità di solleticare una della aspirazioni più originali del cuore umano: la
conquista degli altri. Proprio la conquista del cuore altrui
può essere l’espressione più eloquente del nostro egoistico desiderio di
legare e dominare l’altro fin nel suo intimo.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Signore, fa che in ogni rapporto
di coppia non emerga mai il desiderio di dominare l’altro.
Signore, fa che tutti gli sposi
scoprano e attualizzino ogni giorno il significato del vero amore.
Signore, fa che tutte le famiglie
possano superare i loro contrasti senza rivalità e senza vendetta.
Canto: Ti saluto o croce santa
IX stazione
Gesù cade per la terza volta
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Sembrerebbe che l’unione
coniugale sia il segno eccellente della riuscita matrimoniale. È davvero così?
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore aiutaci
Signore, aiutaci a compiere
sempre il bene, rispettando i diritti degli altri.
Signore, fa che possiamo sempre
aprirci alle necessità e ai bisogni di chi ci è
accanto.
Signore rendici capaci di
praticare l’amore in ogni rapporto con gli altri per attualizzare il tuo
comandamento.
Canto: Ti saluto o croce santa
X stazione
Gesù è spogliato dalle vesti
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Una parola è divenuta familiare
all’interno della comunità cristiana: ministero Forse dimentichiamo
che lo stesso matrimonio cristiano è il fondamento di un ministero. Il
ministero comporta una chiamata a svolgere nella chiesa e in nome di essa un servizio. Anche il
matrimonio è vocazione ed è ministero. In che cosa consiste il ministero
coniugale?
Ministero della comunione. L’amore
coniugale consacrato davanti all’altare dal sacramento del matrimonio, viene elevato a segno dello stesso amore con cui Cristo ha
amato
Ministero della vita. Agli sposi
cristiani, viene affidato il progetto della creazione.
Essi, celebrando il sacramento, dicono di si a questa
consegna: accettano di servire la vita in ogni suo momento, in tutte le sue
forme. Assumendo le condizione di servo e divenendo
simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso facendosi
obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Ciò significa credere nel
primato della persona, credere nel rispetto per la vita e nell’accoglienza di essa, come il dono più grande di Dio.
Ministero educativo. I genitori
non possono relegare né abdicare alla loro missione, al loro
ruolo educativo. Il ministero educativo comporta la riappropriazione
della nativa vocazione di formatori, che è presenza esemplare, oculata e
permanente accanto ai figli che crescono, soprattutto nelle fasi più delicate
della loro vita.
Ministero ecclesiale. Dal sacramento
del matrimonio il compito educativo riceve dignità e la vocazione ad essere un
vero e proprio ministero della chiesa a servizio dell’edificazione dei suoi membri.
Ministero sociale. Le famiglie,
sia come singole che associate, possono e devono dedicarsi a molteplici forme
di servizio sociale. Devono crescere nella coscienza di essere
protagoniste della così detta politica familiare.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Signore, fa che tutte le famiglie
del mondo, vivano il loro amore come ministero-servizio alla comunione.
Signore, tu chiami le coppie a
vivere il loro sevizio alla vita come collaborazione
alla tua azione creatrice, fa che avvertano sempre la bellezza e la grandezza
di tale ministero.
Signore, fa che le coppie, aiutate
dal tuo amore, non deleghino ad altri il loro ruolo e la loro
responsabilità educativa.
Canto: Ti saluto o croce santa
XI stazione
Gesù è inchiodato sulla croce
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
La felicità coniugale è sognata
dagli innamorati, ricercata dagli sposi, sperata anche quando le circostanze
della vita cambiano la buona in cattiva sorte. Quest’ultima si annuncia quando compare il dolore. Il dolore della malattia
si presenta come un rumore sgraziato che sembra rovinare il dolce suono
dell’armonia amorosa. La malattia è una minaccia per la vita di coppia, le
diverse reazioni di Giobbe e di sua moglie dicono cosa può avvenire nella vita
di coppia
quando la malattia entra in casa. Satana si allontanò dal Signore e colpì
Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe
prese un coccio per grattarsi
e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: << rimani ancora
fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori>>. Ma egli rispose:
<< come parlerebbe una stolte tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene perché non dovremo accettare il male?>>”.
L’uomo e la donna non sono fatti per soffrire e là dove soffrono
si domandano chi sia il responsabile. Se la
responsabilità non è degli uomini, non resta che imputarla a Dio. Giobbe non
manca di reagire perché intuisce che Dio non può essere identificato con un
aguzzino. Da Dio l’uomo riceve anche il bene. La rabbia che spesso accompagna
la malattia non è tanto perché si soffre, quanto per il fatto che non si
capisce perché si debba soffrire. La malattia non è soltanto un danno fisico da
aggiustare, ma una domanda umana cui dare risposta. Ma
la domanda supera l’orizzonte umano e raggiunge Dio. La stessa domanda può
tuttavia assumere il tono diverso che la moglie di Giobbe e lui stesso ci hanno
mostrato: sulla bocca della prima la domanda diventa accusa e chiusura nei
confronti di Dio, su quella di Giobbe, invece, invocazione. La malattia è per
questa coppia il momento in cui entra in gioco l’incredulità o la fede nei
confronti di Dio. Riconoscere che la malattia non è solo
ciò che va combattuto con i mezzi della medicina, è tuttavia il primo passo per
scoprire che in essa non si è soli con le proprie domande, ma c’è Qualcuno cui
è possibile rivolgerle.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore guidaci
Per tutte le famiglie, perché nei
momenti di grande prova non si lascino prendere dallo
scoraggiamento ma sappiano aprirsi al sostegno reciproco.
Per tutti i membri della
famiglia, perché quando si avvicina l’ombra della sofferenza rafforzino di più
i vincoli di affetto e solidarietà.
Per tutte le famiglie, perché nei
momenti difficili siano disposte ad accogliere la presenza risanante e
consolante di Dio
Canto: Ti saluto o croce santa
XII stazione
Gesù muore in croce
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
L’amore di Cristo ha tre
caratteristiche precise, secondo San Paolo: è un amore totale, è un amore che dura per sempre, ed è un amore fecondo. Così è
l’amore coniugale tra uomo e donna. Anzitutto, come l’amore di Cristo, l’amore coniugale è totale. Cristo ha amato
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Perché
l’amore coniugale sia sempre fedele e totale, come l’amore di Cristo per la
chiesa.
Perché l’amore coniugale,
sgorgato da Cristo crocifisso possa crescere sempre
più alimentato dall’eucarestia.
Perché
l’amore coniugale impari dall’albero della croce ad aprirsi a stagioni sempre
nuove.
Canto: Ti saluto o croce santa
XIII stazione
Gesù è deposto dalla croce
Ti adoriamo Cristo e ti
benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Il silenzio nella coppia sembra
essere il sintomo di una relazione giunta a capolinea ma
c’è silenzio e silenzio. Oltre al silenzio carico di ostilità
e di indifferenza c’è, per esempio, il silenzio pieno di ammirazione o carico
di passione. Sembra dunque che il silenzio nella coppia non sia solo un sintomo
preoccupante. Tra le coppie silenziose spicca quella di Maria
e
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: Signore guidaci
Signore, fa che tutte le famiglie
cristiane sull’esempio di Maria e Giuseppe, trovino anche nel
silenzio una forte intesa.
Signore, fa che tutte le famiglie
sappiano ritagliarsi spazi e momenti di silenzio per imparare a dialogare e
pregare.
Perché i
silenzi non siano considerati come spazi dove rinchiudersi in solitudine ma
come opportunità di relazioni con gli altri e con Dio.
Canto: Ti saluto o croce santa
XIV stazione
Gesù è sepolto
Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
Da quando ci si sposa, giorno
dopo giorno, sono senza numero le cose che si fanno
per l’altro. Tra le tante, spicca per quantità e fatica il lavoro. Il lavoro fuori casa e il lavoro dentro casa. Proprio il lavoro casalingo, proprio quelle cose che uno fa per
l’altro senza altro motivo che quello di servirlo, finiscono spesso per
diventare fonte di rancore, e occasione di litigio. Quest’ultimi non sono sconosciuti alla Bibbia. Anna, in un periodo
di malattia del marito si dà da fare per sbarcare il lunario. L’integerrimo Tobi, troppo preoccupato
della giustizia, invece che di riconoscenza copre la moglie di sospetto.
La moglie, ferita, passa al contrattacco. In quel tempo mia moglie Anna
lavorava nelle sue stanze a pagamento, tessendo la lana
…Quando essa tagliò il pezzo che aveva tessuto e lo mandò ai padroni,
essi, oltre alla mercede completa, le fecero dono di un capretto per il
desinare. Chiamai allora mia moglie e le dissi: “Da dove hai preso questo
capretto?Non sarà stato rubato?Restituiscilo ai padroni. Ella
mi disse: “mi è stato dato in più del salario”. Ma io
non le credevo e le ripetevo di restituirlo ai padroni e a causa di ciò
arrossivo di lei. Allora per tutta risposta mi disse: “ dove sono le tue elemosine?
Dove sono le tue buone opere? Ecco, lo
si vede bene da come sei ridotto”. A fronte del molto lavoro, spesso
faticoso, che si fa per la famiglia, capita non solo di essere ringraziati, ma
nemmeno di essere considerati. L’amore matrimoniale è come una lampada:
continua a dare luce se l’olio bruciato viene
ripristinato; altrimenti, bruciate le riserve, si spegne. Cosa
può impedire che la freschezza dell’amore novello appassisca tra i solchi del
quotidiano? Stare a contatto con l’amore divino è la risorsa decisiva per far si che l’amore umano sia alimentato, giorno dopo giorno, per
sempre. Ma la grazia divina degli inizi è depositata
nell’intimo dei due sposi: sta a ciascuno dei due fare in modo che essa possa
sgorgare dal cuore dell’altro. E per questo basta talvolta un
grazie, uno sguardo, una tenerezza.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Signore, la famiglia è fondata
anche sul lavoro quotidiano; fa essa però, non
soffochi opportunità e responsabilità verso la comunione e l’educazione.
Signore, fa che le famiglie
vivano il lavoro come collaborazione al bene comune e non come opportunità per
accaparrare o sfruttare.
Signore, il tram-tram quotidiano
non faccia mai dimenticare Te, fonte dell’amore coniugale, che dai freschezza ad ogni gesto di attenzione e tenerezza.
Canto: Ti saluto o croce santa
XV stazione
Gesù risorge
Ti adoriamo Cristo e ti
benediciamo
perché
con la tua santa croce hai redento il mondo
“Alcune donne delle nostre, ci
hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non
avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione
di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al
sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”. La famiglia è segno di speranza.
Quando
educatori, operatori sociali, responsabili pastorali e comunità cristiane
riflettono sulla situazione sociale ed ecclesiale, e ipotizzano un diverso
futuro, arrivano tutti alla medesima conclusione: “Bisogna ripartire dalla
famiglia”. Che lo sappiano o non lo sappiano, un po’
tutti sembrano rinnovare una fede inconfessata in essa. La famiglia è pur
sempre destinataria di un progetto che le viene dall’alto. Qui sta la vera
radice della speranza. Su di essa c’è una buona
notizia, da annunciare con vigore, con fiducia, con la certezza indistruttibile
di una parola che non è solo umana. Quando fu a tavola
con loro prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora
si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui
sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro:
“Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il
cammino, quando ci spiegava le scritture?” e partirono senza indugio e fecero
ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano
con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a
Simone”. È Dio infatti il primo a credere nella
famiglia. Per questo l’ha voluta. Per questo l’ha rinnovata attraverso Gesù
Cristo. Per questo è l’unica comunità, con la chiesa, chiamata ad attraversare
ogni crisi per diventare sempre più capace di
promuovere la vita in tutta la sua pienezza. Allora è possibile uscire dalla
crisi, senza cedere alla rassegnazione; per riannunciare la buona notizia
sulla famiglia: con la chiarezza del Vangelo, con l’amore della Chiesa madre,
con il vigore della testimonianza.
Intenzioni di preghiera
Diciamo insieme: ascoltaci
Signore
Per tutti noi, perché camminando
alla luce della vita nuova di Cristo, ci sentiamo radicati e fondati in essa.
Per tutti noi, e per tutte le
famiglie perché possiamo essere seminatori di speranza sempre, anche nelle
situazioni di difficoltà o di crisi.
Per tutte le
famiglie, perché sappiano imparare dal banchetto eucaristico lo stile della
comunione e dell’annuncio.
Per tutti noi,
perché possiamo annunciare
Canto: Ti saluto o croce santa