“ Il tuo desiderio di
preghiera è già preghiera ”
(S. Agostino)
NEL SILENZIO, ASCOLTARE LA PAROLA
N. 33
L'uomo esprime nell'ascolto la propria
fondamentale dimensione religiosa, ma questa
attitudine si radica e si sviluppa nel silenzio.
Scriveva Kierkegaard, il
filosofo Danese, geniale interprete dello spiritualismo cristiano: “L'odierno
stato del mondo, la vita intera sono malati. Se fossi medico ed uno mi domandasse consiglio, risponderei -Crea il silenzio! Porta
l'uomo al silenzio!-”
E' necessario dunque restituirci al
silenzio, rieducarci al silenzio.
Il silenzio consente all'essere di dire
ciò che è, di parlarci di sé nella totale trasparenza.
Un abate Medievale del secolo XIII, ci ha lasciato una bellissima lettera sul silenzio.
Egli ci presenta la
Trinità come amica del silenzio, dicendo: “Considera quanto la Trinità approvi
la disciplina del silenzio.
Il Padre ama il silenzio perchè generando
l'ineffabile Verbo chiede che l'orecchio del cuore sia
intento a comprendere l'arcano linguaggio, per cui continuo deve essere il
silenzio delle creature per udire l'eterna parola di Dio.
Anche il Verbo esige logicamente che si
pratichi il silenzio. Egli ha assunto la nostra umanità e quindi il nostro
linguaggio, in modo da trasmetterci i tesori della sua sapienza e della sua
scienza.
Lo Spirito santo ha rivelato il Verbo attraverso lingue di fuoco.
I sette doni dello Spirito Santo sono
come sette silenzi, che mettono a tacere ed estirpano
dall'anima l'insieme dei vizi corrispondenti ed abilitano le orecchie del cuore
a discernere e ad accogliere parole e azioni del Verbo fatto uomo.
Negli arcani silenzi della Trinità
l'onnipotente Parola divina scende dalle proprie sedi regali e si consegna
all'anima credente. Il silenzio quindi ci immerge nell'esperienza
Trinitaria”.
Invochiamo Maria, Donna del silenzio, la
più esemplare uditrice della Parola, affinché anche noi, come Lei, ascoltiamo e
accogliamo la Parola di vita, che è Gesù Risorto e dischiudiamo il nostro cuore
al dialogo interiore con Dio, ogni giorno di più.
Note di
preghiera
Un saggio monaco indiano
spiega la sua tecnica per affrontare le distrazioni durante la preghiera:
“Quando preghi, è come
se tu diventassi come un grande albero, che ha radici in terra e che innalza i
suoi rami verso il cielo.
Su questo albero
ci sono molte piccole scimmie che si muovono, squittiscono, saltano da un ramo
all'altro. Esse sono
i tuoi pensieri, i desideri, le preoccupazioni.
Se tu vuoi prendere le scimmie per
bloccarle o cacciarle giù dall'albero, se ti metti ad
inseguirle, sui rami scoppierà una tempesta di salti e di grida.
Devi fare così: lasciale stare, fissa
invece il tuo sguardo non sulla scimmia, ma sulla foglia, poi sul ramo, poi sul
tronco.
Ogni volta che la scimmia ti distrae,
torna con pace a guardare la foglia, poi il ramo, poi il tronco, torna a te
stesso.
Questa
è l'unica strada per ritrovare il centro della preghiera”.
Un giorno, nel deserto d'Egitto, un
giovane monaco tormentato da molti pensieri che lo assalivano durante la preghiera,
si recò a chiedere consiglio a Sant'Antonio, il padre degli eremiti:
“Padre, che cosa devo fare per resistere
ai pensieri che mi portano via dalla preghiera?”
Antonio prese con sé il giovane, salirono
in cima alla duna, si volsero verso oriente, da dove soffiava il vento del
deserto, e gli disse:
“Apri il tuo mantello e chiudi dentro il
vento del deserto!”
Il ragazzo rispose: “Ma padre mio, è
impossibile!”
E Antonio: “Se non puoi catturare il
vento, che pure senti da che direzione spira, come pensi
di poter catturare i tuoi pensieri, che neppure sai da dove sorgono?
Tu non devi fare niente,
ritorna solo a fissare il tuo cuore in Dio”.
Io non sono i miei pensieri: c'è un Io
più profondo dei pensieri e delle distrazioni, più profondo delle emozioni e
della volontà, qualcosa che tutte le religioni hanno sempre chiamato cuore.
Lì, in quell'Io più profondo, che viene
prima di tutte le divisioni, lì è la porta di Dio,
dove va e viene il Signore; lì nasce la
preghiera semplice, la preghiera breve, dove non conta la durata, ma dove
l'istante del cuore si apre sull'eterno e l'eterno si insinua nell'istante.
Lì spunta il tuo albero che s'innalza
verso il cielo.
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