Il Valore del Silenzio
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IL SILENZIO in formato PDF)
Questa riflessione sul Silenzio e
sul suo valore biblico psicologico è nata per coloro che affrontano una vocazione
religiosa ed in modo particolare monastico.
Tuttavia la maggioranza delle indicazioni, pur nella differenza vocazionale,
come insegnerebbe S. Francesco di Sales, è ottima anche per lo stato di vita laicale e
coniugale.
Introduzione
L'anima che cerca Dio è chiamata
a fare il salto vero di uscire fuori da se stessa, solo così si ritroverà.
L'esitazione è una grande nemica,
perché spesso non è frutto di prudenza ma di poco amore e di poca fiducia.
Dio ci attende con slancio
generoso; Egli ha dato tutto e chiede tutto, quel tutto che noi possiamo.
Se ti tenta l’abisso, domanda al
Signore di circondarti di solitudine, di immergerti nel silenzio da Lui
abitato, colmato, dove Egli si manifesta. Da parte tua, cerca di vivere così.
Per quanto possibile, nella
puntuale obbedienza e nella carità perfetta, cercherai di evitare quattro cose,
che sono il maggior ostacolo al silenzio interiore e che impediscono l’abituale
contemplazione:
il mormorare interiore; le
critiche interne; le ossessioni/fantasmi; la preoccupazione di te sé.
Superati questi ostacoli,
1 - Soffocare il mormorio interiore
L'anima creata e ricreata con il
Battesimo è stata avvolta da un silenzio che è pudore e creazione.
Il Silenzio è musica, è danza
estetica in cui Dio colma l'anima vergine della Sua presenza.
Man mano il mondo vi irrompe con
il suo "rumore" e con il suo mormorio.. cercando di soffocare la voce
di Dio. Ecco perché urge un ritorno al
Silenzio Battesimale.
La disciplina del Silenzio
compie, congiuntamente alla Grazia, quello che i sedimenti del tempo hanno
accumulato sulla nostra anima confusa, obnubilata, disturbata dal rumore
esterno ed interno.
Porre le condizioni esterne del
Silenzio sono le prime condizioni per un silenzio interno che spegne la fuga da
sé e fa ritornare alla consapevolezza battesimale con un cuore da adulti e da
bambini allo stesso tempo. Ecco perché Gesù ci dice "se non ritornerete
come bambini.." non parla di ritornare infantili, ma bambini.
a. Il Mormorio dei ricordi.
Il peccato originale ci ha
ferito al punto tale da cristallizzarci sul ricordo del male. Non solo ciò
è controproducente ai fini di una crescita ma ci fa perdere una quantità
smisurata di tempo ed energia.
Il male è un “nulla”: perché
ricordarsene? Occorre pensare solo alla grazia che ci ha salvato, alla Sua
eterna giovinezza e fioritura. Dio ha distrutto tutto: Lui non fa collezione di
“nulla”!
Serbare per Lui un cuore
finalmente contrito, pacifico e tenero: questa è la compunzione.
Altro aspetto significativo è la destabilizzazione
dai ricordi. Siamo ancorati come amebe ai ricordi, mentre essi vanno totalmente
ridimensionati in Dio. Quel tale ci ha fatto così... mio padre era
inesistente.. mia madre mi ha abbandonato.. quel compagno/a mi ha tradito...
quei compagni di scuola mi hanno preso in giro... lo stato mi ha tolto tutto...
I ricordi pian piano diventano
idolatria, un culto costante delle nostre paure e ansie.. però così facendo
dimentichiamo che tutto può essere cambiato dalla Grazia e che, solo se noi
viviamo nella Grazia, possiamo cambiare il passato in un futuro fecondo. C'è
una forma sottile di lussuria nel coltivare i ricordi, una sensualità
disordinata che ci impedisce di aderire al reale e ci incatena per il futuro. “Fa
silenzio, taci” - dobbiamo dire a questi
ricordi – “ taci nel nome di Cristo”. Come Egli, il Maestro diceva a satana.
Questo è lavoro e fatica, ma è prima ancora scelta, scelta di essere liberi e
di fissarci solo in Dio. Come S. Paolo, non guardare a quanto ti sta dietro, ma
a ciò che hai davanti: Gesù Cristo.
Fuggi - nei limiti del possibile - i contatti
vivi con quanto ti fa presente ciò che hai lasciato: visite, conversazioni,
lettere che ti ravvivano l’immagine di un mondo che si fa tanta fatica a
dimenticare! La memoria è un accumulatore terribile; conserva tesori per future
distrazioni. Quanto più il tuo spirito sarà libero da immagini mondane, tanto
più risplenderà in te la luce del volto di Dio.
Consegnare nella tenerezza ogni relazione terrena nel cuore di Dio,
anche quella significativa, è l'u
b.
Disciplina la curiosità
Sono da tener lontane soprattutto tre curiosità:
· quella delle “novità”
· del comportamento altrui
·
infine, forse la più temibile, la curiosità intellettuale, che si
ammanta di apparenti pretesti e
indurisce nell’orgoglio.
Conosci il mondo ma per pregare per esso, “senza voltarti indietro”.
L’amore di Dio (che abbraccia quello del prossimo) è la sola realtà che ti può
trascinare alla sequela di Gesù, e con te il mondo. A questa azione efficace
nulla aggiunge quanto sai di esso. Pochi però sono capaci di capirlo. Tra i
mali peggiori dell'uomo vi è la mormorazione che nasce da una
"lussuriosa" curiosità, dal gossip salottiero; dinamica deviante
delle relazioni su cui, purtroppo, si imposta buona parte della televisione e
dei mass-media. Quello che ascolti circa una persona, le sue entrate o uscite,
risveglia in te immagini, riflessioni, critiche, valutazioni interiori: è
questo che Dio non ama.
Fissare lo sguardo sull’eterno, o su quanto ti
riflette automaticamente la sua bellezza: la natura e le anime nelle quali si
riflette. Ti basta sapere che Dio ama tanto gli uomini, che tiene nelle sue
mani il loro cuore e ha effuso su di loro il frutto dei meriti dei santi. I
contemplativi "salvano" il mondo proprio perché lo portano
costantemente a Dio e lasciano a Lui il potere della storia. Potere che è
sempre attivo ma che desidera l'assenso del contemplativo e del non-mormoratore
per operare efficacemente in tante micro e macro situazioni.
Prega per chi ne ha incarico. Servi chi serve; prima di criticare o di
aver coscienza critica abbi coscienza orante e adorante verso Colui che tutto
può e tutto sa. Se Dio è la tua unica
preoccupazione (Mt. 6,24-34) tu ti occupi del mondo e servi fratelli e le
sorelle.
Avere la brama delle confidenze con la scusa di servire nasconde la
lussuria di porsi al posto di Dio. Servi con il silenzio e quando Dio vuole con
l'ascolto, impara da Maria che è l'immagine della perfetta silente adoratrice
di Cristo.
Chi ha servito Cristo meglio di
Maria? Chi ha cambiato la storia meglio di Maria discepola silente di Cristo?
Chi ha lodato e restituito il potere al Padre meglio di Maria silente alla
Passione?
Se vuoi conservare limpido lo specchio della tua anima, non permettere
che lo turbi il pensiero inutile del prossimo. Se non sei incaricato del
comportamento altrui, non cercare di sapere come fanno; non formulare giudizi
interiori nei loro confronti, soprattutto circa i loro difetti o le loro colpe.
Prega perché Dio sia amato e servito da tutti.
Sta in pace quando gli altri non fossero quel che devono essere: fa’ in
modo di esserlo tu. Sii specchio di Dio e null'altro. Solo Dio basta (S.
Teresa).
Il tuo libro preferito sarà la
sacra Scrittura. Lì sarai illuminato dal Verbo. E’ cibo prelibato. Leggila con cuore umile - come ti comunichi
-, con lo stesso scopo: trovare Dio. Assaggiala, assaporala, versetto per
versetto, come avviene in clima di preghiera. Ogni lettera dettata da Dio è
colma di Lui. Adoralo nella lettera. Gusterai l’ebbrezza della comunione
alla Luce, al Verbo che Dio ha pronunciato nel tempo con parole dalle risonanze
eterne. Lì troverai la scienza dei santi; l’altra scienza vale solo se sorretta
da questa. Lo scientismo svanirà e rimarrà solo la scienza che è adorazione di Colui
che tutto può e sa e che tutto governa con le Sue mani di Padre amoroso.
c. Non dare spazio alle Preoccupazioni
Gesù che conosce bene il nostro
cuore ci invita a non caricarci della preoccupazione (Mt. 6,24-34).
Egli sa bene come la
preoccupazione ci avvolge come una morse e inquina tutta la nostra esistenza.
Essa non dipende solo da una predisposizione psicologica e da ferite del nostro
passato affettivo-genitoriale ma anche da una poca fiducia in Dio. La
preoccupazione è legata strettamente allo scrupolo e al bisogno di perfezione e
tranquillità che ci portiamo dentro e pertanto spesso essa è una reale mancanza
di fede e di abbandono in Dio. I santi,
cultori dell'Infanzia spirituale, hanno ben compreso che la chiave della
crescita è legata al silenzio delle preoccupazioni, all'abbandono confidente
nelle mani di Dio. Tutto accade per ché Dio o lo vuole o lo permette.. solo nel silenzio possiamo comprendere
quando Dio ci chiama ad accogliere e quando invece ci chiama ad agire per
trasformare la realtà che ci ha consegnato. Se non c'è il silenzio ci sono
mostri deformi nati dalla preoccupazione che alimentano la preoccupazione.
Dal silenzio c'è l'ascolto della voce di Dio:
“Dum medium silentium tenerent omnia, et nox in suo cursu medium iter haberet,
omnipotens sermo tuus, Domine, de coelis a regalibus sedibus venit: Mentre un
profondo silenzio avvolgeva ogni cosa e la notte era a metà del suo percorso,
la tua onnipotente parola venne dai cieli, dal trono regale”.
Dio viene quando dorme ciò che
appartiene alla terra.
2 - Evita le critiche e i giudizi interni
Osserva, anche per un solo giorno, il corso dei tuoi pensieri: ti
sorprenderà la frequenza e la vivacità delle tue critiche interne con
immaginari interlocutori, se non altro con quelli che ti stanno vicino. Qual è
di solito la loro origine?
Questo: lo scontento a causa dei vicini più stretti che non ci vogliono
bene, non ci stimano, non ci capiscono; sono severi, ingiusti o troppo gretti
con noi o con altri “oppressi”. Siamo scontenti dei nostri fratelli soprattutto
dei più vicini: la Famiglia, gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro,
ecc.
Allora nel nostro spirito si crea un tribunale, nel quale siamo
procuratore, presidente, giudice e giuria; raramente avvocato, se non a nostro
favore. Si espongono i torti; si pesano le ragioni; ci si difende; ci si
giustifica; si condanna l’assente. Da qui nasce
la vendetta, il rancore, la rabbia, con un enorme spreco di forze e,
cosa peggiore, il declino totale della nostra maturazione.
Solo chi si radica in Dio nel
silenzio capisce il vantaggio dell'essere disprezzati e derisi non per passività civile o morale ma
per fortezza interiore. Dal tuo tribunale interiore purtroppo non esce mai
nulla di buono; si falsifica la capacità di giudizio di te stesso e degli altri
e, cosa disdicevole, non camminerai nella verità con i tuoi fratelli.
L'atteggiamento di Gesù in questo è esemplare,
Egli, nel pretorio, taceva. Quando il turbine della tua indignazione irrompe,
ripeti con tranquilla dolcezza: “
Il dovere contemplativo è un
dovere che nasce dallo Spirito. Dalla tua contemplazione nascono le tue ragioni
e la tua capacità di convincere; la Verità compie la Sua strada sia attraverso
te che oltre te stesso. Sarà lo Spirito
che ti dirà di tacere o di parlare ma solo se dai priorità al Silenzio. Lo
zelo per la casa del Signore è cosa seria ma nasce dall'adorazione e dal
silenzio prima che dall'orgoglio ferito.
Magari fosse così anche la vita
politica; magari il sociale nascesse dal silenzio e non da una gara di parole
ci sarebbe un vero progresso etico e collettivo invece di una babele delle
passioni.
3 - Combatti le ossessioni e i fantasmi del cuore
Le idee e le immagini che affiorano alla mente sono spesso fantasmi che
prendono corpo da un guazzabuglio interiore. Per questo esse vanno filtrate
alla luce di Dio. Ridimensionate , evangelizzate, purificate, collocate nella
Sua Luce. Altrimenti esse ti divorano portandoti alla dissociazione del sé.
Fissarsi nel "credere" poco amato, detestato, perseguitato,
incompreso; essere geloso, invidioso o ribelle nei confronti di qualcuno reale
o immaginario che ci fa ombra spiritualmente, dal punto di vista estetico, del
tatto o della virtù; preoccuparsi dei propri parenti, del loro avvenire o del
nostro; turbarsi, indignarsi dell’imperfezione altrui; lasciarsi prendere dalla
preoccupazione d’intervenire presso persone che non sono soggette alla nostra
giurisdizione e alla nostra autorità. Tutto questo propone sclerosi del cuore:
la Sclerocardia.
Un Certosino propone questa terapia, che mi sembra buona.
Primo: l’ossessione non ha generalmente un reale fondamento.
L’ossessione è una chimera generata dall’esuberanza della nostra immaginazione,
della nostra ipersensibilità, della mancanza dell’oblio di sé, o del poco
disprezzo per noi stessi. Questo monaco pensa che sia fondamentale rettificare
la stessa facoltà di giudizio (ritenendola falsa), perché non vede le cose come
sono realmente. E’ possibile una rettifica? Almeno - egli scrive - prendi un
tempo per riflettere. Prima di ragionare, aspetta che i tuoi nervi e
l’effervescenza della tua immaginazione si calmino. Prendi le distanze: qualche
giorno di pazienza. Con il distacco e la pace le cose riprenderanno le loro
esatte proporzioni. Quando sei agitato,
non discutere, non decidere, non agire. L’emozione turba la ragione; la
passione sconvolge il giudizio; l’amor proprio rende ingiusti.
Sii umile, almeno per sottoporre il tuo giudizio a un’altra persona che
non è toccata da quanto ti preoccupa, magari a un sacerdote, che ha la grazia
di stato per discernere.
E così conclude il nostro certosino: “Un’anima che non abbia lumi
naturali, ma lo riconosca e si sottometta al giudizio di un direttore (anche se
questi non avesse che un giudizio medio), per questo solo fatto sarebbe
liberata da scrupoli e pensieri vani da cui sarebbe colpita un’altra anima.
Rimanere mite, aperto, docile: ecco i grandi rimedi contro le idee sbagliate,
la cui insistenza rischia di rendere infelice la vita del solitario e di
togliergli la sua dignità”.
Secondo: l’ossessione ha un fondamento reale. Può accadere. Chi non è
ammalato qualche volta, affaticato, incompreso, perseguitato? E oggettivamente.
La vita dei santi è ricca di simili esempi. La Provvidenza pota, scalpella, leviga, martella le anime servendosi di
chi sta vicino. La persecuzione da parte delle persone buone è anche una
prova. L’idea lancinante, tirannica può essere giusta e fondata; ma eccessiva
diventa l’importanza che riveste nella nostra vita. Non è vero che non si possa
vivere felici, amare Dio nella pace, santificarci nella gioia. Difetti,
passioni, errori, ingiustizie degli altri ti purificano e ti liberano dall’amor
proprio. Nella fede e nell’umiltà, esponiti ai colpi di Dio e ama i suoi
strumenti. Piegarsi e battere in ritirata quando si ha torto è di tutti. Con
Gesù Cristo, accetta pacificamente e nel silenzio di essere molestato
ingiustamente. Tutto il tuo essere si rivolta; la tua fierezza si irrigidisce;
la tua sensibilità freme. Ma al di sopra della tempesta brilla la luce di Gesù:
il servo non è di più del Maestro. Sugli elementi sconvolti imponi ciò che ti
dettano la fede e l’amore: lì è la croce, e nella croce c’è la salvezza.
Offriti come vittima, tenendo lo sguardo fisso su Cristo che sanguina, umiliato
dai carnefici, dal sudore, dagli sputi... Nella preghiera fa tuo lo spirito
delle Beatitudini. Ti troverai a giudicare tutto come il tuo Maestro, e ogni
pena diverrà diletto.
“Chi vuole venire dietro a Me, rinneghi sé stesso: prenda la sua croce e
mi segua”. Questa è l'unica strada sicura dove Cammina Cristo.. e tu?
4 - Non preoccuparti di te stesso
Non parlare di te con te stesso in maniera morbosa e insistente. I
momenti di esame di coscienza vanno fatti alla Luce di Dio, la quale non
giudica mai ma ti accoglie e ti da l'esatta dimensione della realtà che sei e
in cui vivi.
Tre cose ne inquinano la trasparenza, ed è bene evitarle.
a. Non trarre conclusioni sulle difficoltà della tua vita
Non sai che la vita è una lotta?
Se bisogna rinnegare sé stessi, prendere la
propria croce, seguire Gesù al Calvario, perché stupirsi che occorra lottare,
soffrire, sanguinare, piangere? Le tue difficoltà nascono da che ti sta
intorno, dal tuo lavoro, dalle tue miserie fisiche e morali; forse dalle tre
cose contemporaneamente. Tu tuffati nel Signore e nella Sua Grazia: "..
senza di Te non ho alcun bene... per i santi uomini nobili è tutto il mio
amore"(Sl. 16); "tu sei il mio pastore, in Te non manco di nulla"
(Sl 26).
Non è questione di
auto-convinzione ma di presa di coscienza del reale. Dio è con te e veglia la
tua vita e il tuo sonno. Abbi fiducia.
b. Non sopravvalutare le tue pene e i tuoi sacrifici
Al momento del tuo battesimo o
della tua Confermazione non hai acconsentito a tutto? “Accoglimi, Signore...”.
Ogni giorno, nell’Eucarestia,
Lascia che Cristo soffra in te; offrigli il tuo corpo e il tuo
cuore, perché possa “portare a compimento nel Suo corpo mistico quanto ha
iniziato sul Calvario”. Sia che tu sia laico o religioso, questa è la vita,
vivere i misteri di Cristo nella tua carne!
c. Non avere un “amore ambizioso” della tua anima
Impara a cogliere
Non affliggerti per quello che
non puoi fare, e neppure, in un certo senso, per le tue miserie morali. Ti
vorresti bello, irreprensibile. E’ una chimera, forse orgoglio. Fino alla fine
rimarremo peccatori, oggetto dell’infinita misericordia, prediletta da Dio. Non
venire a patti con il male; ma nello stesso tempo prendi le distanze dalla tua
perfezione morale. Lo scrupolo che alimenta il perfezionismo è figlio della
perdizione. La santità è innanzitutto teologale, ed è lo Spirito che la effonde
nei nostri cuori; non siamo noi a crearla.
Non confrontare il tuo cammino con altri. Vi sono santi di ogni tipo.
La tua santità è un segreto di Dio, e non te lo rivelerà. Fa’ quanto puoi.
Tu sei membro del corpo mistico di Cristo, forse il meno nobile, ma non
inutile. Di’ dal profondo ma sereno: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per me,
povero peccatore”. E vivi in pace, sotto la protettrice ala di Dio che ti ama.
Conclusione
Cerca il silenzio in Dio
cerca il silenzio per Dio
vivi il silenzio in Dio
Egli scenderà presso di te
e troverà dimora come nel seno di Maria
e dal quel silenzio gravido e fecondo
Dio rinnoverà ogni cosa
dentro di te e fuori di te..
Sotto
Santa Madre di Dio
non disprezzare le suppliche di noi
che siamo nella prova
ma liberaci da ogni male
o Vergine gloriosa e benedetta.
GLORIA AL PADRE, AL FIGLIO, ALLO SPIRITO SANTO.
AMEN!
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