Siate come
l'uccello
posato per
un attimo
su rami
troppo fragili,
che sente
la fronda piegarsi
e canta,
tuttavia,
sapendo di
avere le ali.
(Victor Hugo)
LA
PREGHIERA DI
CONTEMPLAZIONE ( 4 )
N. 29
Il contemplativo entra dentro una
strada segreta.
Si spinge all'interno.
Contemplare,
voce del verbo sospettare.
Sospettare che il più è nascosto.
Che il meglio non è ciò che
appare in superficie.
Che il mistero è la verità delle
cose.
E se non arrivi a sfiorare il
mistero, rimani un estraneo rispetto alla realtà.
Sospettare che il grigio del
quotidiano è intriso, se ne trapassi la crosta, della
luce pasquale.
Il vero realista è il
contemplativo perché riesce a vedere la realtà non con le lenti deformanti
dell'inevitabile (che comporta atteggiamenti di rassegnazione), ma attraverso
la luce dell' attesa di qualcos' altro (che
determina un impegno concreto verso il loro vero traguardo).
L'uomo razionale vede le cose
così come gli appaiono.
Il contemplativo sa cogliere il
battito segreto del mondo.
Là, dove l'uomo razionale vede e
descrive soltanto gli oggetti, il contemplativo coglie dei segni.
Egli non è armato di certezze e
convinzioni.
E' invece una persona
vulnerabile, ferita continuamente dalla Luce.
Il contemplativo non elabora delle
teorie, non produce solo ragionamenti, non ha fretta di arrivare a delle
conclusioni.
Preferisce, ogni giorno,
spalancare lo sguardo alla luce.
Non si sente chiamato a difendere
la verità, ma ad irradiarla.
L'uomo razionale si sente custode
della verità, l'uomo contemplativo si limita ad indirizzare i battiti del suo
cuore in direzione di una Persona.
La
contemplazione non solo ci impedisce di fabbricarci un'immagine distorta
di Dio e del mondo, ma evita che ci costruiamo un'immagine falsa di noi stessi.
La bellezza del deserto sta
nel fatto che nasconde un pozzo da qualche parte ....
La preghiera contemplativa ti fa
attraversare il deserto con il desiderio di scoprire il pozzo destinato alla
tua sete.
Ti fa perlustrare un campo,
sospettando il tesoro che è sepolto in qualche angolo.
Ti fa frequentare un mercato
stracolmo di cianfrusaglie, pronto ad individuare la perla di inestimabile
valore.
Ti fa camminate lungo una strada
polverosa qualsiasi, lasciandoti raggiungere, al momento della delusione e della
stanchezza, quando già si allungano le ombre paurose della sera, da un Passante
che ti scalda il cuore con le Sue Parole insolite e si fa riconoscere nel gesto
di spartire il pane.
Ti permette di forare la coltre
di nebbia in cui rischi di smarrire la direzione del cammino, per lasciar
filtrare un raggio di luce.
Un modello di preghiera
contemplativa è senz'altro quello di Maria nel Magnificat (Gesù è
vissuto per trent'anni, a Nazaret, accanto a una madre contemplativa).
Colei che “...tutte
le generazioni chiameranno beata...” ha scoperto, “sospettato”, nel
grigiore di un' esistenza dominata dai ricchi,dai potenti, dai sapienti, la
presenza di un germe di novità, prossimo ad esplodere, che avrebbe portato ad
un capovolgimento della storia.
Il verbo “sospettare”, tipico
della contemplazione, va applicato nel suo significato positivo, anche nei
confronti del prossimo.
Bisogna imparare a “sospettare”
in senso luminoso.
Sospettare che un fratello, sotto
la crosta dei difetti, custodisce una zona intatta che si apre solo davanti ad
un atteggiamento diverso.
Sospettare il meglio che c'è in
ogni uomo.
Sospettare il vero, il bello, il
buono, il pulito che rimane nascosto.
Sospettare un'attesa, un tormento
segreto, una ferita non del tutto rimarginata.
Il contemplativo non si limita ad
esplorare il territorio dello spirito, ma si avventura, con discrezione e
rispetto, anche nel mistero dell'uomo.
La preghiera contemplativa porta
la persona a smantellare le proprie difese.
Oltre che il verbo “sospettare”,
il contemplativo conosce bene anche il verbo “rischiare”.
Rischia l'imprevedibile, cammina
a piedi scalzi, senza bastone, senza bisaccia.
Respinge i favori della gente che
conta, rifiuta le protezioni dell'avere, del sapere, del potere.
In una società che tende a
soffocare lo slancio verso l'infinito, che cerca di imprigionare in tutto ciò
che è a portata di mano, che spinge a desiderare tutto e subito, il
contemplativo si fa
pellegrino
dell' Assoluto.
Scommette sull'invisibile,
rischia l'esplorazione di ciò che sta “al di là delle cose”, coltiva la
nostalgia del futuro.
Appuntamento al
pozzo a mezzogiorno a Sichem
Un pozzo diventa il
luogo
dell'incontro con Dio.
La sete degli uomini è
appagata
al di là di
ogni
speranza.
Lasciamo scaturire
in
noi il desiderio
di
dissetarci.
Perché ancora oggi
il
Signore ci dice:
“...Io
ti darò
acqua viva..”
Fermiamoci al pozzo....
Leggiamo attentamente
Giovanni 4,1-42
Lei veniva per attingere acqua.
Lui aveva sete.
Si era fermato e si era seduto
sul muretto di un pozzo. Veniva da
lontano e percorreva il paese annunciando che i tempi erano compiuti.
Lei veniva ad attingere acqua,
l'acqua di tutti i giorni, l'acqua necessaria, indispensabile.
Veniva ad attingere la vita.
“...Dammi di
quest' acqua che io non
abbia più sete...”
Veniva ad attingere l'acqua che
fa rinverdire il deserto. Sperava di estinguere la propria sete e portava in sé
il desiderio che dà il gusto di vivere.
“...So che
il Messia viene e ci
farà conoscere ogni
cosa...”
Sete......
Desiderio...
Per noi, gente abituata alle
piogge, è difficile sentirci attanagliati alle viscere quando si parla di
acqua, di sete, di pozzi, di deserto...
Noi non conosciamo la sete.
L'uomo di oggi muore per non
avere più sete.
I suoi desideri sono troppo in
fretta appagati,
la sua
esistenza passa senza uno scopo, la sua
immaginazione è sterile, le sue aspirazioni minime.
Noi non conosciamo la sete.
L'uomo di oggi la soddisfa con
acque stagnanti.
“...Se tu
sapessi il dono
di Dio! Egli ti
avrebbe dato acqua
viva....”
Se tu sapessi....
Lasciati scavare dalla sete...
Scoprirai una speranza profonda.
Ascolta il desiderio che
scaturisce dentro di te.
Non aspiri forse ad un mondo in
cui gli uomini, un giorno, si risveglieranno e capiranno finalmente che sono
fatti per vivere insieme?
In cui la giustizia scorrerà come
l'acqua e la rettitudine come un fiume impetuoso?
Non sogni forse di poter
respingere lontano le tentazioni della disperazione, di gettare una luce nuova
sulle tenebre del pessimismo, di essere capace di affrettare il giorno in cui
la pace regnerà
sulla
terra e la buona volontà tra gli uomini?
Scava il tuo desiderio.
La vita è nascosta in profondità.
Non vivere in superficie, perché
i tuoi sogni non saranno mai abbastanza grandi, abbastanza belli.
Dio ha sognato prima di te.
Ha sognato per sei giorni... Prima di realizzare, dalla polvere del suolo,
l'uomo suo capolavoro
e la
donna, opera del suo cuore.
Abbandonati al desiderio.
“...Se tu
mi avessi chiesto
di quest' acqua, Io ti
avrei dato acqua
viva...”
Dio sogna per te.
Ti spalanca l'avvenire.
Dio, il tuo Dio, ha i desideri
pazzi della giovinezza: immagina di cambiare il mondo e il mondo è
trasformato. Pensa che tutto sia
possibile e l'immaginazione diventa realtà.
Lasciati afferrare dalla
speranza.
Lasciati sedurre da un avvenire
possibile...
Un avvenire che il passato non
può impedire.
Lasciati sommergere dalla sete,
perché desiderare è già nascere ad altro.
Lasciati aprire a ciò che Dio
vuole fare per te, perché Dio, il tuo Dio, non è prigioniero del passato.
Dio ha i desideri della
giovinezza che inventa l'amore; per Lui tutto può ancora essere desiderato,
perchè niente può contenere l'acqua zampillante.
Dio, il tuo Dio, è un Dio di
eterna giovinezza, per Lui ogni mattino ha lo splendore del primo mattino del
mondo.
Là dove Dio passa, la vita
scaturisce.
E il desiderio può dilagare a
perdita d'occhio....
La sabbia si fa prateria, la
roccia si fa acqua limpida.
Lasciamoci sommergere dalla sete,
perchè Dio si incontra sul muretto di un pozzo.
“...Se tu
mi avessi domandato
di quest' acqua, Io ti
avrei dato acqua
viva ....”
Era una donna straniera,
rigettata dalla legge, una samaritana.... veniva ad
attingere acqua alle porte della città.
Era un uomo speciale....dal suo fianco avrebbe presto diffuso la vita, alle
porte della città.
Lei aspettava il giorno di Dio.
Lui aveva sete.
Si sono incontrati presso il
pozzo al quale si erano abbeverati i greggi di Giacobbe.
Fu conquistata dalle sue parole....
Le rivelò che anche Dio aveva
sete, sete di vita.
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