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Il Credo di chi soffre

 

Credo, o Dio mio Padre, che soffrendo con pazienza, completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo (Colossesi 1,24).

Credo che non abbiamo qui, sulla terra, una dimora stabile, ma andiamo in cerca di una patria migliore, quella celeste ed eterna (Ebrei 11,16).

Credo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (Romani 8,28).

Credo che le sofferenze del momento presente non sono assolutamente paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, d’un momento, ma su quelle invisibili, eterne (Roma 8,18; 2 Corinzi 4,18).

Credo che ora la nostra visione è confusa come in uno specchio, ma un giorno saremo faccia a faccia, dinanzi a Dio. Ora lo conosco solo in parte,ma un giorno lo conoscerò come Lui mi conosce (1 Corinzi 13,12).

Credo che nessuno di noi vive per se stesso né muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, e se moriamo, moriamo per il Signore: sia che viviamo, sia che moriamo, apparteniamo dunque al Signore (Romani 14,7-9).

Credo sia necessario che il nostro corpo mortale si vesta di immortalità e che la morte venga ingoiata per la vittoria (1 Corinzi 15,53-54).

Credo che Dio tergerà le lacrime dagli occhi dei giusti, e che per loro non ci sarà più ne lutto, né lamento, né affanno, perché il mondo di prima sarà scomparso (Apocalisse 21,4)

Credo che io fin d’ora sono figlio di Dio e che quando Egli si sarà manifestato, sarò simile a Lui, perché lo vedrò così come Egli è;  io stesso con i miei occhi contemplerò il mio Salvatore (1 Giovanni 3,2; Giobbe 19,27).