GUADALUPE
(MESSICO) – 1531
L'apparizione, il 9 dicembre 1531, della
"Morenita" all'indio Juan Diego, a Guadalupe, in Messico, è un evento
che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana.
L'evento guadalupano fu un caso di “inculturazione” miracolosa: meditare su
questo evento significa oggi porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e
di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il
suo fulgore, come l'immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano, che
La basilica ove attualmente si conserva
l'immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata
visitata dal papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono
scritte in caratteri d'oro le parole della Madonna a Juan Diego: “No estoy yo
aqui que soy tu Madre?”, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti
al Tepeyac; nello stesso luogo, nel
Che cosa era accaduto in quel lontano
secolo XVI° in Messico?
Con lo sbarco degli spagnoli nelle terre
del continente latino-americano aveva avuto inizio la lunga agonia di un popolo
che aveva raggiunto un altissimo grado di progresso sociale e religioso. Il 13
agosto 1521 aveva segnato il tramonto di questa civiltà, quando Tenochtitlan,
la superba capitale del mondo atzeco, fu saccheggiata e distrutta. L'immane tragedia che ha accompagnato la
conquista del Messico da parte degli spagnoli, sancisce per un verso la completa
caduta del regno degli aztechi e per l’altro l’affacciarsi di una nuova cultura
e civiltà originata dalla mescolanza tra vincitori e vinti. E’ in questo
contesto che, dieci anni dopo, va collocata l’apparizione della Madonna a un
povero indio di nome Juan Diego, nei pressi di Città del Messico. La mattina
del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per
raggiungere la città, l’indio e’ attratto da un canto armonioso di uccelli e
dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza.
Tornando a casa la sera, incontra
nuovamente sul Tepeyac
Juan Diego sale e con grande meraviglia
trova sulla cima del colle dei bellissimi "fiori di Castiglia": è il
12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente,
e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita
di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine,
la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità
delle apparizioni. Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre
il suo mantello e all’istante sulla tilma si imprime e rende manifesta alla
vista di tutti l'immagine della S. Vergine.
Di fronte a tale prodigio, il vescovo
cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego
accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui
La scoperta più sconvolgente al riguardo
è quella fatta, con l'ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da
una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di
13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego,
con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso
evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno
scientificamente inspiegabile, che rivela l'origine miracolosa dell'immagine e
comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di
Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli
annuncia che è nostra madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di
noi - ad aprire il proprio cuore all'opera di Cristo che ci ama e ci salva.
Meditare oggi sull'evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa,
significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede,
annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore,
come l'immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano, che