FATIMA
(PORTOGALLO) – 1917
I luoghi –
I veggenti
Fatima era allora un villaggio della zona
centrale del Portogallo (Distretto di Santarém) sugli
altipiani calcarei dell’Estremadura a
Ad un km e mezzo da Fatima, vi era una
frazione chiamata Aljustrel e qui nacquero e vissero
i tre protagonisti della storia di Fatima; Lucia Dos
Santos nata nel 1907 e i suoi due cugini Francesco Marto
nato nel 1908 e Giacinta Marto
nata nel 1910; le due famiglie erano numerose, i Dos
Santos avevano 5 figli ed i Marto
10 figli.
Come molti ragazzi del luogo, i tre
cuginetti-amici, portavano a pascolare i piccoli greggi delle rispettive
famiglie, verso i luoghi di pascolo dei dintorni ogni volta a loro scelta e con
le pecore trascorrevano l’intera giornata; a mezzogiorno consumavano la
colazione preparata dalle loro mamme e dopo recitavano il rosario.
Nel 1916 fra aprile ed ottobre, i tre
ragazzi stupiti, furono testimoni di un fenomeno prodigioso; apparve loro un
angelo sfavillante di luce, che si qualificò come l’Angelo della Pace e che li
invitò alla preghiera; le apparizioni furono in tutto tre, due volte alla “Loca
do Cabeço” e una volta al pozzo nell’orto della casa
paterna. Queste apparizioni, narrate da Lucia, vengono classificate come ‘Il
ciclo angelico’.
La prima
apparizione, 13 maggio 1917
Era la domenica
13 maggio 1917; i tre cuginetti dopo aver assistito alla Santa Messa nella
chiesa parrocchiale di Fatima, tornarono ad Aljustrel
per prepararsi a condurre al pascolo le loro pecore.
Il tempo primaverile era splendido e
quindi decisero di andare questa volta fino alla Cova da Iria,
una grande radura a forma di anfiteatro, delimitata verso nord da una piccola
altura.
Mentre allegri giocavano, nel cielo
apparve un bagliore come lampi di fulmini, per cui preoccupati per un possibile
temporale in arrivo, decisero di ridiscendere la collina per portare il gregge
al riparo.
A metà strada dal pendio, vicino ad un
leccio, la luce sfolgorò ancora e pochi passi più avanti videro una bella
Signora vestita di bianco ritta sopra il leccio, era
tutta luminosa, emanante una luce sfolgorante; si trovavano a poco più di un
metro e i tre ragazzi rimasero stupiti a contemplarla; mentre per la prima
volta la dolce Signora parlò rassicurandoli: “Non abbiate paura, non vi farò
del male”.
Il suo vestito fatto di luce e bianco
come la neve, aveva per cintura un cordone d’oro; un velo merlettato d’oro le
copriva il capo e le spalle, scendendo fino ai piedi come un vestito; dalle sue
dita portate sul petto in un atteggiamento di preghiera, penzolava il Rosario luccicante con una croce d’argento, sui piedi
erano poggiate due rose.
A questo punto la più
grande di loro, Lucia, chiese alla Signora “Da dove venite?” “Vengo dal Cielo”
e Lucia “Dal cielo!
E perché è venuta Lei fin qui?”, “Per chiedervi che veniate
qui durante i prossimi sei mesi ogni giorno
E Lucia, “E anch’io andrò in cielo?”,
“Si”, e “Giacinta?”, “anche lei”, “e Francesco?”,
“anche lui, ma dovrà dire il suo rosario”.
E dopo avere raccomandato ai bambini di
recitare il rosario tutti i giorni, per ottenere la pace nel mondo e la fine
della guerra,
Lucia durante tutte le apparizioni, sarà
quella che converserà con
La seconda
e terza apparizione e le vicende dei tre veggenti
Al ritorno da Conca da Iria, Lucia raccomandò ai due piccoli cugini di non dire
nulla a casa, ma Giacinta si
lasciò sfuggire il segreto e da allora la loro vita quotidiana cambiò.
Si era in un tempo di affermazione di un
diffuso materialismo, sia ideologico, sia politico, il cui maggior filone era
il bolscevismo sovietico; inoltre il 5 maggio 1917, quindi otto giorni prima,
papa Benedetto XV, visto il perdurare della sanguinosa Prima Guerra Mondiale,
scoppiata nel
Nell’alternarsi delle notizie e delle
relative valutazioni, i tre ragazzi subirono sgridate, opposizioni, incredulità
e prese in giro, prima dagli spaventati genitori, poi dalle autorità
ecclesiastiche e politiche.
Comunque all’appuntamento del 13 giugno i
tre veggenti non erano soli, già una sessantina di persone curiose l’avevano
accompagnati.
Dopo aver recitato il rosario,
Rivelò le sofferenze del suo Cuore
Immacolato per gli oltraggi subiti dai peccati dell’umanità; disse che Giacinta e Francesco sarebbero andati in cielo a breve,
mentre Lucia sarebbe restata nel mondo per far conoscere e amare il suo Cuore
Immacolato.
Il 13 luglio 1917, dopo avere affrontato
ogni tipo di disprezzo e scherno da parte dei loro concittadini, Lucia,
Francesco e Giacinta ritornarono alla Cova da Iria per il terzo incontro con
Dopo la recita del rosario, ella apparve
di nuovo e questa volta Lucia le chiese di dire chi era e di fare un miracolo
affinché tutti potessero credere.
E in quest’occasione
In questa terza importante apparizione,
vi furono anche messaggi basilari, che
Ancora
Concluse dicendo: “Quando recitate il
rosario, dite alla fine di ogni diecina: O Gesù mio, perdonate le nostre colpe;
preservateci dal fuoco dell’inferno; portate in cielo tutte le anime e
soccorrete specialmente le più bisognose della Vostra misericordia”.
La quarta
e quinta apparizione
Il 13 di agosto 1917 non ci fu
l’apparizione, nonostante che un gran numero di fedeli si fossero radunati alla
Cova da Iria, perché i tre ragazzi furono impediti di
andarci dal sindaco del paese, fortemente anticlericale, il quale con un
inganno le aveva trasferiti da Aljustrel alla Casa
Comunale di Fatima e poi visto che non volevano ritrattare nulla sulle
apparizioni, né svelare eventuali trucchi, li fece mettere in prigione per
intimorirli.
La domenica successiva 19 agosto, i tre
ebbero la bella sorpresa di vedere
In quest’occasione,
Il 13 settembre
Il giorno
più importante, l’apparizione del 13 ottobre 1917
La notizia di un miracolo visibile a
tutti, fece il giro del Portogallo; all’appuntamento di ottobre ci fu così una
folla valutata sulle 70.000 persone provenienti da tutto il Paese, con
giornalisti e fotografi della stampa nazionale ed
internazionale inviati per registrare l’avvenimento.
Non mancavano fra loro gli scettici ed i
beffardi, pronti ad assaporare la cocente delusione di quanti erano in
preghiera, se non fosse avvenuto nulla. Il tempo da parte sua, non prometteva
niente di buono, quel giorno era scuro e freddo, la pioggia cadde copiosamente,
mentre la gran folla di pellegrini cercava di ripararsi alla meglio.
Anche questa volta, appena apparsa
Alla fine avvenne lo strepitoso prodigio
del sole; riportiamo qui la descrizione fatta dal giornalista, libero pensatore
Avelino d’Almeida, direttore del giornale di Lisbona
“O Seculo”, presente al fenomeno e che pubblicò
nell’edizione del mattino di lunedì 15 ottobre 1917.
“Abbiamo assistito ad
uno spettacolo unico ed incredibile, per chi non era presente… il sole sembrava
un disco d’argento opaco… non riscaldava, non offuscava. Si poteva dire che
fosse un’eclissi. Si sentì allora un grido:
‘Miracolo, Miracolo!’. Di fronte agli
occhi sbalorditi della gente, il cui atteggiamento ci riportava ai tempi
Biblici, e che, pallidi di paura e con le teste scoperte, guardavano il cielo
azzurro, il sole che tremava, che faceva movimenti rapidi, mai visti prima,
estranei alle leggi cosmiche, il sole ‘cominciò a ballare’ come dicono i
contadini…
C’era solo una cosa da fare, cioè che gli
scienziati spiegassero con tutta la loro sapienz,a il fantastico ballo del sole che oggi, a Fatima, ha
levato un ‘Osanna’ dal cuore dei fedeli e che, secondo testimoni affidabili, ha
impressionato perfino i liberi pensatori ed altri senza convinzioni religiose,
che sono venuti a questo luogo d’ora in poi celebre”.
Quando tutto ciò finì, gli abiti di tutti
prima bagnati dall’insistente pioggia, erano perfettamente asciutti; alla Cova
da Iria
Il
messaggio della Vergine – La conferma della Chiesa
I tre veggenti con la loro semplicità e
tenacia, raccontarono la sollecitudine di questa tenera Mamma per le sorti
dell’umanità, minacciata da diversi flagelli e che per impedirli occorreva:
Penitenza – Recita del Rosario – Consacrazione al suo
Cuore Immacolato, specie da parte di una Nazione europea potente ma travagliata
dal materialismo – La costruzione di una Cappella in suo onore per trasformarla
in meta di pellegrinaggi di poveri, sofferenti e penitenti
Naturalmente, per un lungo periodo la
vicenda e il messaggio restarono nell’oblio e nel ristretto orizzonte di un
semisconosciuto ambiente di poveri pastori e contadini.
Il 28 aprile 1919 si diede inizio alla
costruzione della Cappellina delle Apparizioni; il 13
ottobre 1930 il vescovo di Leira dichiarò “degne di
fede le visioni dei bambini alla Cova da Iria”,
autorizzando il culto alla Madonna di Fatima; il 13 maggio 1931 l’episcopato
portoghese, secondo il messaggio di Fatima, fece la prima consacrazione del
Portogallo al Cuore Immacolato di Maria.
Il 31 ottobre 1942 papa Pio XII, in un
radiomessaggio consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria e il 7 luglio
1952 consacrò a Maria i popoli della Russia, come aveva chiesto
L’avverarsi della minaccia con
I papi attraverso loro delegati, come
fece Pio XII, o recandosi personalmente in pellegrinaggio, come fece Paolo VI il 13 maggio
Il santuario mariano di Fatima è uno dei
luoghi più venerati dal Cattolicesimo e in questo luogo, sacro per
l’apparizione di Maria, papa Giovanni Paolo II volle recarsi di nuovo il 13
maggio 2000, per procedere alla beatificazione dei fratelli Marto,
al termine della celebrazione il cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano
diede lettura della comunicazione in lingua portoghese, sul terzo segreto di
Fatima; ed appena un mese dopo, il 26 giugno 2000, il papa ne autorizzò la
divulgazione pubblica da parte della Congregazione per
Il “Terzo
segreto di Fatima”
Questa terza parte del messaggio
ricevuto, fu messo per iscritto da suor Lucia, allora ancora suora di Santa Dorotea, il 3 gennaio 1944, il documento inviato in
Vaticano, è stato letto da tutti i pontefici succedutisi e da pochissimi altri
stretti collaboratori e conservato presso
L’intero messaggio della Vergine è stato
a lungo oggetto di congetture ed esegesi da parte di teologi e studiosi,
cattolici e non. Ma la terza parte, tenuta segreta dalla Chiesa, è stata quella
che ha fatto credere a catastrofi, che avrebbero sconvolto la vita della Chiesa
stessa, cosicché i pontefici preferirono non divulgarla, rimandando dopo la
lettura, la busta sigillata alla suddetta Congregazione, dove è stata custodita
sin dal 1957.
Riportiamo il testo di
suor Lucia: “Dopo le due parti che ho già esposto, abbiamo visto al lato
sinistro di Nostra Signora un poco più in alto, un Angelo con una spada di
fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero
incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra
Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui; l’Angelo indicando la terra
con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!
E vedemmo una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno
specchio quando vi passano davanti” un vescovo vestito di bianco ”abbiamo avuto
il presentimento che fosse il Santo Padre”.
Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima
alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero
con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande
città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore
e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino;
giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce
venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da
fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi,
sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di
varie classi e posizioni.
Sotto i due bracci della Croce c’erano
due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso
irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. Tuy,
3-1-1944.
Si riporta uno stralcio della
comunicazione letta il 13 maggio
“Tale testo costituisce
una visione profetica paragonabile a quelle della Sacra Scrittura, che non
descrivono in senso fotografico i dettagli degli avvenimenti futuri, ma
sintetizzano e condensano su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel
tempo in una successione e in una durata non precisate. Di conseguenza la
chiave di lettura del testo non può che essere di carattere simbolico.
La visione di Fatima riguarda soprattutto
la lotta dei sistemi atei contro
Secondo l’interpretazione dei pastorelli,
interpretazione confermata anche recentemente da suor Lucia, il “Vescovo
vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch’egli, camminando
faticosamente verso
Dopo l’attentato del 13 maggio
Per iniziativa del vescovo essa fu poi
incastonata nella corona della statua della Madonna di Fatima.
I successivi avvenimenti del 1989 hanno
portato, sia in Unione Sovietica che in numerosi Paesi dell’Est, alla caduta
del regime comunista che propugnava l’ateismo. Anche per questo il Sommo
Pontefice ringrazia dal profondo del cuore
A conclusione si riportano alcuni stralci
del commento teologico dell’allora Prefetto della Congregazione della Fede,
card. Joseph Ratzinger: Nella relazione del Card. Ratzinger, si ribadisce che
il Terzo Segreto non aggiunge nulla a quella che è
“Si chiama ‘Rivelazione’, perché in essa
Dio si è dato a conoscere progressivamente agli uomini, fino al punto di divenire
egli stesso uomo, per attirare a sé e a sé riunire tutto quanto il mondo per
mezzo del Figlio incarnato Gesù Cristo”
“In Cristo, Dio, ha detto tutto, cioè sé
stesso, e pertanto la rivelazione si è conclusa con la realizzazione del
mistero di Cristo, che ha trovato espressione nel Nuovo Testamento… La
rivelazione privata (come i messaggi trasmessi dalla Madonna ai tre pastorelli
di Fatima) è un aiuto per questa fede in Cristo”.
“La parola chiave di questo ‘Segreto’, è
il triplice grido: ‘Penitenza, Penitenza, Penitenza!…
A suor Lucia appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le
apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella
speranza e nella carità – tutto il resto intendeva portare solo a questo….”.