L'AMORE
SI COSTRUISCE
(Per fidanzati e sposi)
(Pedron Lino)
Queste pagine sono
rivolte a tutti coloro che vivono la vita di coppia per aiutarli a riflettere.
L’amore si costruisce ogni giorno: ciò significa che non si è mai finito di
imparare, di impegnarsi e di meravigliarsi di sé e dell’altro. L’amore è
un’esperienza di vita esaltante e piena, ma per essere
tale esige impegno, intelligenza e un pizzico di buon senso.
1) Sposarsi, perché? come?
La comunità
cristiana deve sensibilizzarsi di più al problema della preparazione al
matrimonio: devono sensibilizzarsi di più i sacerdoti, gli educatori e
soprattutto i giovani che sono i più interessati. Perché
molte coppie, troppe, cessano di esistere come tali a causa della loro completa
impreparazione. Chi ha capito l’amore, o desidera capirlo, per viverlo
in modo pieno e soddisfacente sente il bisogno di imparare bene non solo
preparandosi al matrimonio,ma anche con una formazione
permanente che dura tutta la vita.
Il matrimonio ha bisogno di una preparazione globale
Per stabilire in
che cosa consista la preparazione al matrimonio bi sogna chiedersi qual è lo
scopo del matrimonio e, per noi cristiani, qual è lo scopo del
matrimonio-sacramento. La risposta è questa.
La coppia deve
diventare una comunita di fede e di
amore e in questo modo diventa segno credibile dell’amore di Dio e di
Cristo.
Il sacramento del
matrimonio produce effetti che durano tutta la vita: questi effetti si
manifestano nei diversi atteggiamenti della vita coniugale. Lo sposarsi in
chiesa non toglie nulla alla realtà umana dell’amore; anzi questa realtà
diventa segno di un amore più grande, infinito, eterno, qual è l’amore di Dio.
È logico, quindi, rivolgere l’attenzione a tutti gli aspetti della vita
coniugale: alla formazione personale e alla maturazione dell’amore di coppia
che si completerà nella fecondità, nei figli.
Ci sono due fasi
nella preparazione al matrimonio: quella remota, che consiste nell’educazione
umana e cristiana in generale,e quella prossima sulla
quale soprattutto soffermeremo la nostra attenzione.
Se viene a mancare
questa preparazione,si continuerà a sposarsi in chiesa
per abitudine o per comodo,non per una scelta di fede.
Il matrimonio è una vocazione
Una preparzione globale (che si
estenda a tutti i valori umani e cristiani) esige da quelli che vogliono
sposarsi che conoscano con esattezza il significato della parola matrimonio. Il
matrimonio-sacramento è una vocazione, una chiamata di Dio. Il termine vocazione,
nel nostro caso, è uno stato di vita stabile, santificante. La santità nel
matrimonio è sempre esistita: la storia cristiana è costellata di sposi santi.
Ma qui vogliamo portare l’accento non tanto sulla
santificazione nel matrimonio, ma sulla santificazione per mezzo del
matrimonio.
Una buona
preparazione al matrimonio deve aiutare ad entrare in uno stato di vita dove
non tanto ci si può santificare (nonostante tutto), ma dove ci si deve
santificare.
E ci si deve santificare non imitando frati o suore, ma
attraverso le faccende quotidiane della vita familiare. In altre parole ci si
sposa per diventare santi attraverso il matrimonio e con la pratica delle virtù
proprie a questo stato di vita.
Diciamo infine che
la santificazione nel matrimonio non è un fatto individuale, ma dapprima una
santificazione a due (marito e moglie) poi una santificazione comunitaria
(quando nasceranno i figli).
Ogni coniuge deve
poter contare sull’altro per un aiuto vicendevole nel cammino di santificazione
e non avere la triste sorte di doversi santificare nonostante l’altro, come
qualche volta capita.
La preparazione, una scuola di vita
I giovani si
preparano globalmente alla vita coniugale crescendo e maturando in ogni campo
della vita: psicologico, sessuale, sociale, economico, politico, religioso.
Questa
preparazione "remota" è spesso carente, per colpa di tanti: della
famiglia,della società, della Chiesa e anche per colpa
dei diretti interessati che hanno oziato e sciupato le occasioni positive che
la comunità aveva loro offerte.
La preparazione
"prossima", che una volta era chiamata fidanzamento, è un tempo di
lavoro serio e formativo, caratterizzato da un vero impegno di "scuola di
vita". Il termine "scuola" può sembrare inopportuno o
fastidioso, ma va preso proprio nel suo significato originale: una precisa
volontà di formazione e di coeducazione (formarsi
insieme ed educarsi reciprocamente).
2) Crescere e maturare insieme
Costruire l’amore
è un compito difficile e richiede una buona dose di maturità. Ora ci chiediamo:
"Chi può riternersi maturo per il
matrimonio?".
Non esistono
risposte prefabbricate. Ma una cosa è certa: bisogna
impegnarsi per maturare.
La maturazione individuale
L’esigenza
fondamentale dell’individuo è quella di realizzarsi come persona: al culmine di
questa realizzazione sta la capacità di amare.
E amare significa
avere un rapporto di dono con l’altro, non strumentalizzarlo
per fini egoistici.
La maturazione di
un individuo, nell’ambito dell’amore, deve durare tutta una vita, perché è
molto difficile liberarsi dell’egoismo, anzi è impossibile liberarsene del
tutto in questa vita.
La maturazione in coppia
Se
amare significa entrare in rapporto con gli altri, la maturazione vera e
completa continua in modo del tutto particolare nel fidanzamento e nel
matrimonio. Uno degli impegni più
profondi e più belli della coppia è quello di maturare insieme.
È un impegno
difficile e facile a secondo dei punti di vista. È
difficile perché comporta accettazione e attenzione verso l’altro, rispetto
della volontà e della personalità dell’altro, capacità di riconoscere i propri
limiti, ecc. È facile perché l’essere in due ha i suoi aspetti positivi: portare un peso in due diventa più facile, godere
in due aumenta la capacità di gioire. Occorre insistere sulla maturazione in
coppia perché è essenziale alla coniugalità che sta
alla base di tutta la formazione di coppia. Non si insisterà
mai abbastanza su questo continuo progredire dei due insieme: alcuni aspetti
del vivere insieme si logoreranno con gli anni, i pregi della giovinezza
passeranno col tempo, ma l’importante è il ricordare che l’uno e l’altra sono
maturati e si sono realizzati attraverso l’esperienza "a due".
3) Le caratteristiche della maturità
Molti matrimoni
falliscono per l’immaturità di uno dei due o di tutti e due.
Non si esige certamente che uno si sposi quando è totalmente maturo, perché a
queste condizioni non si sposerebbe nessuno. Ma è necessario che coloro che si impegnano a vivere insieme siano in cammino verso questa
maturazione personale e di coppia.
Evidenziamo al cune caratteristiche, alcuni indici, di questa maturità.
a) Vederci chiaro
Uno è sulla strada
della maturità quando acquista una visione netta e obbiettiva
delle cose e delle persone e, in primo luogo, della persona che sceglie e ama come
compagna di viaggio nella vita. Ai nostri giorni non è facile avere questa
capacità.
La fretta,
l’agitazione, la superficialità ci fanno rischiare
grosso: ci lasciamo guidare nelle scelte solo dalle apparenze.
Si apprezza più il
vestito che la persona che lo indossa, si guarda più all’auto sportiva o di
lusso che a colui che siede al posto di guida.
Ci si dimentica
che l’essenziale di una persona è invisibile agli occhi. Vedere chiaro in se
stessi comporta un certo sforzo di riflessione e
l’accoglienza riconoscente dei consigli altrui perché siamo consapevoli dei
nostri limiti. Bisogna fermarsi spesso a revisionare
la propria vita da soli e in coppia.
Oggi, in un mondo
in cui tutti corrono (e i coniugi più degli altri), sembra ridicolo parlare di
riflessione, di revisione di vita, di dialogo di
coppia. Ma proprio perché siamo in questa situazione le cose
non vanno tanto bene.
b) Essere liberi
Altra caratteristica di chi diventa adulto è la capacità di essere
libero. Oggi siamo più liberi che in altre epoche della storia? Siamo liberi
dai timori, dalla cattiveria, dalla violenza?.
Certamente non
possiamo superare e eliminare totalmente le ansie e le
paure. Ma è pur vero che un adulto deve giungere a
liberarsene per quanto può e diventare padrone delle sue pulsioni con il
controllo di sé.
Non è abbastanza
libero chi crede di poter amare ogni giorno una donna diversa, chi crede di
poter diventare padrone del mondo con il denaro o la violenza: essere adulti è
libertà interiore dai condizionamenti e dalla negatività.
"La verita vi farà liberi" ha detto Gesù. E la libertà interiore ci fa vivere secondo una scala di
valori e ci fa sciegliere ciò che è bene anche per
l’altro.
Infine la libertà
non può varcare il limite dell’onestà e si ferma rispettosa dove inizia la
libertà dell’altro.
c) Senso di
responsabilità
Un’altra
caratteristica della maturità e il saper assumere delle responsabilità per sé e
per altri. Libertà e
responsabilità sono gli atteggiamenti autentici dell’adulto.
Molti sono anagraficamente adulti, ma spesso si scrollano di dosso le
loro responsabilità mostrandosi di volta in volta leggeri,
disfattisti, infantili e scoraggiati.
Vita di coppia è capacita di condividere insieme le responsabilità senza
scaricarle totalmente sull’altro. Anche nella più felice e
romantica delle ipotesi, lo sposarsi resta sempre un rischio.
Ma è un rischio che val la
pena di correre proprio confidando nell’amore che è più forte della morte. Il
rischio fa parte di tutte le conquiste della vita e l’amore è
la realtà più grande da conquistare.
Vale la pena di
assumersi il peso delle proprie responsabilità e rischiare tutto per il gusto
di vivere e di amare.
4) Essere differenti per costruire l’unità
Non e facile
capire l’altro. Uomo e donna sono realmente differenti. Vi è però un punto
certo e per noi cristiani irrinunciabile: uomo e donna sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Il che
vuol dire che uomo e donna, nella loro diversità, esprimono il mistero delle
relazioni tra le persone divine: e questo è tanto. Di più possiamo dire
ben poco.
Un individuo a sé, irripetibile, unico
Nella vita di
coppia un uomo concreto si incontra con una donna
concreta. Essi sono unici.
Hanno
caratteristiche fisiche, psicologiche, morali e culturali che fanno di essi individui a sé stanti. È quindi naturale che uno
incontrando l’altro noti le differenze e le apprezzi o si scontri dolorosamente
con esse.
Da queste
differenze gradite o sgradite nascono le simpatie e le antipatie,le attrazioni o le repulsioni.
Nel diverso, il bisogno dell’unità
Le parole di Adamo quando incontra Eva "Questa è carne dalla mia
carne e osso delle mie ossa" rivelano il bisogno dell’identità nella
differenza.
L’uomo esce dalla
sua solitudine innaturale e pesante per entrare in rapporto con un’"altra",
diversa, con la quale desidera formare una unità.
L’unità è la conseguenza dell’incontro, e il cammino per realizzarla coincide
con il cammino verso la maturazione affettiva. Per uscire da se stessi e
aprirsi all’altro bisogna lasciare alle spalle tante cose e tante persone.
La parola di Dio ce lo insegna: "L’uomo lascerà suo padre e sua madre e
si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola".
Nel diverso, la ricchezza dell’unione
Queste differenze
personali contribuiscono allo sforzo dell’uscire da se stessi e di incontrarsi
nell’altro differente.
È la differenza
che ci spinge ad accettare l’altro così com’è e senza la volontà di cambiarlo. Perché questa differenza è la ricchezza dell’unione. È la
persona scelta,nella misura in cui resta differente e
viene accolta come tale, diventa la misura della nostra capacità di relazione.
La
realtà dell’altro che mi sta davanti e spesso molto diversa da quella costruita
nei sogni della giovinezza. La
gamma delle diversità spesso è molto estesa, troppo estesa.
Dopo il miracolo
dell’estasi che accompagna l’innamoramento, tutte queste differenze possono
sembrare inaccettabili e insormontabili. E allora che
si fa? Bisogna amare l’altro per i suoi pregi, ma anche per rimediare alle sue carenze e riempire il suo vuoto di valori.
Amore non è solo
ricevere e contemplare: è soprattutto dare e, in molte circostanze, chiudere
gli occhi per non vedere.
Le differenze,
alla fine, costituiscono la maggior ricchezza della coppia. È accettandosi
nella diversità che l’uomo e la donna si ritrovano nell’unità.
Tutti
e due sono alla ricerca della
propria identità che si riflette nell’altro, desiderato diverso, accolto
diverso, amato diverso.
5) Maschio e femmina li creò: una sessualità per amare
Le origini della
sessualità coincidono con il programma di Dio nella creazione. "Dio creò
l’uomo a sua immagine. Maschio e femmina li
creò". Dio creatore ha creato un essere con la capacità di assomigliare a
lui. Ci spieghiamo.
Dio è
essenzialmente rapporto perché è amore. Creando l’uomo a sua immagine e
somiglianza, crea un essere capace di rapporti, capace di amare. E siccome Dio creatore ha creato l’uomo a sua immagine, ossia
creatore, la relazione d’amore dell’uomo e della donna è feconda, capace di
riprodurre il mistero della creazione. E questo lo possono
fare solo attraverso la loro sessualità.
Essere
sessuati è capacità di rapporto
d’amore, è essere a somiglianza di Dio-Amore.
La sessualità è
una caratteristica fondamentale della persona perché essere persona è avere la
capacità di mettersi in relazione.
La persona è un
composto di valori fisici, psichici, morali, religiosi.
La sessualità avrà
quindi dei connotati fisici (diversità dei corpi),
psichici (diversità delle dinamiche interiori), morali
(diverse sfumature nel modo di aderire al bene o di fuggire il male), religiosi
(tonalità differenti nel modo di vivere la medesima fede). Sarebbe dunque un
errore grossolano limitare il concetto di sessualità alla sola realtà fisica:
essa coinvolge tutti gli aspetti della persona.
La sessualità è invito a uscire dalla solitudine
I sessi sono due.
Questo è già un invito implicito della natura a vivere l’esperienza della
complementarietà ai diversi livelli della persona. La bipolarità sessuale
include una vocazione. Se nascere significa essere chiamati a vivere, nascere
sessuati significa essere chiamati a uscire dalla
propria solitudine per instaurare un rapporto autentico tra persone.
E un rapporto interpersonale è autentico quando è
produttivo. Genitalità significa appunto questo: poter
essere fecondi, poter maturare all’interno del rapporto d’amore una dimensione
di fecondità. La genitalità per essere vissuta in
modo umano va capita e orientata nel senso personalistico:
non va considerata in senso esclusivamente biologico, ma vista nel complesso di
tutte le componenti della persona.
Si può essere
fecondi in molte maniere: fisicamente o moralmente (es.:
la adozione di un bambino e una fecondità morale),
psichicamente o religiosamente (es.: il rapporto del
celibe con Dio è fecondo di disponibilità verso i fratelli).
La sessualità rimane un mistero
Si dice che la
paura sia la compagna dell’uomo. La paura della solitudine scandisce il tempo
della vita personale; la paura della morte incombe inevitabile su tutti. Ebbene anche in quest’ambito la sessualità ha un ruolo da
svolgere: una sana integrazione sessuale permette all’uomo di ridurre di molto
tali paure.
Come? Attraverso
un autentico rapporto di persone si supera la paura della solitudine,
attraverso la fecondità la coppia ha la persuasione di
prolungarsi nei figli e di sconfiggere la morte.
La sessualità è
avvolta nel mistero. Essa rimane un mistero all’intelligenza umana, e non deve
stupirci, perché scaturisce dal mistero dell’amore di Dio creatore, di cui è un
riflesso e una partecipazione.
Forse certi
silenzi e una certa fatica nel comprendere a fondo il
fatto sessuale, trovano la loro origine proprio in questo fatto: la sessualità
è un mistero che ci supera di molto. Si ritorna così a Dio Amore e Vita che
crea l’uomo maschio e femmina. La sessualità è un
progetto firmato da Dio e consegnato all’uomo perché lo realizzi nel tempo.
6) Il segno della grande alleanza: il
matrimonio-sacramento
Nell’AT Dio
comunica con il suo popolo attraverso espressioni che sono
proprie del vocabolario dell’amore di coppia: il matrimonio diventa
segno dell’amore di Dio per il suo popolo.
È la storia
dell’Alleanza.
Questa parola
"alleanza" spiega il significato del matrimonio come sacramento
celebrato dalla Chiesa.
Il matrimonio è un’alleanza
Nel giorno delle
nozze gli sposi si scambiano gli anelli. Questo gesto è simbolo di un’alleanza.
Questa alleanza
tra uomo e donna ha le sue origini all’inizio
dell’umanità quando Dio creò la coppia. Dio creò la coppia a sua immagine:
"Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di
Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gen 1,27).
Quindi l’essere sessuati, l’essere maschio e femmina, è essere a
immagine di Dio. Come? La risposta ci viene dalla conoscenza di Dio. Dio è
amore.
Dio è amore perché
è rapporto di persone. Amare infatti e la capacità di
entrare in rapporto con l’altro. L’uomo è creato a
immagine di Dio che è essenzialmente rapporto interpersonale d’amore creativo.
E per essere tale viene creato in coppia. L’uomo da
solo è un essere incompleto. Dio stesso dice: "Non è
bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
Allora Dio creò
ogni sorta di animali a servizio dell’uomo. Ma il testo biblico continua: "Ma l’uomo non trovò un
aiuto che gli fosse simile". Il testo continua: "Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si
addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il
Signore plasmò con la costola, che aveva tolta
all’uomo, una donna e la con disse all’uomo. Allora l’uomo disse: "Questa
volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa". Per questo
l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno
una carne sola" (Gen 2,18-24).
Il matrimonio è un sacramento di salvezza
Gli sposi sono i
ministri del matrimonio. 0gnuno ha l’incarico di trasmettere la grazia
all’altro. La comunione di beni personali che gli sposi si promettono nel
giorno del matrimonio comprende anche il massimo dei
beni per i credenti: l’amore di Dio.
Il matrimonio
cristiano è una vocazione "a due" per realizzare il regno di Dio a
livello di coppia. Ci si salva grazie anche all’altro e non "nonostante
l’altro".
Il matrimonio è un sacramento di morte e di risurrezione
0gni sacramento è
partecipazione al mistero della morte e risurrezione di Cristo. Morire per
risorgere è la legge di tutta la
vita cristiana, la legge dell’amore cristiano. La vita matrimoniale è
drammatica e felice insieme: è morire per risorgere ogni momento. Rinunciare al proprio egoismo per amore dell’altro e morire e
risorgere.
Sopportare
l’incomprensione e la trascuratezza purche l’altro
sia felice, è morire e risorgere. Decidere di avere o non avere un figlio è
morire e risorgere. Ecc... Tutti gli atti del vivere
quotidiano degli sposi cristiani devono proclamare la morte e la risurrezione
del Cristo vissuta dai cristiani nell’attesa della sua venuta.
Questa è la via
della santità e della gioia cristiana.
La santità è infatti la gioia di vivere "nel Signore", il
gusto di vivere in alleanza con Dio.
Il matrimonio a immagine della grande alleanza
Leggendo
Leggiamo un solo
brano dal profeta Osea (2,21-22). Dio dice al suo popolo: "Ti farò mia
sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza
e nell’amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il
Signore".
Si sta annunciando
un grande mistero: Dio parla di fidanzamento e di
matrimonio. Con la venuta di Cristo giunge anche il tempo delle nozze del
Figlio di Dio con l’umanità: "Il regno dei cieli è simile a un re (Dio) che fece un banchetto di nozze per suo Figlio
(Cristo che sposa l’umanità)" (Mt 22,2; cf. Lc 14,16).
Durante l’ultima
cena Gesù dichiara: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi" (Lc
22,20). Questa è l’alleanza definitiva, è il matrimonio che segue al lungo
periodo di fidanzamento dell’AT. Il Figlio di Dio si unisce in modo
indissolubile con tutta l’umanità che lo accoglie: è il matrimonio di Cristo
con la sua Chiesa (cf. Ef 5,21-33).
È su questo
matrimonio di Cristo con
Il percorso è talvolta
faticoso e seminato di incertezze e delusioni. Ma soprattutto è un’esperienza di gioia esaltante perché è
una storia d’amore: una storia d’amore umano e divino.
7) Armonia e donazione del matrimonio
Il corpo è
indispensabile per esprimere l’amore. Apprezzare il nostro corpo e quello degli
altri è apprezzare l’opera di Dio creatore e vedere il mondo con gli ochhi stessi di Dio il quale guardando la creazione disse:
"È molto bella e molto buona!" (cf. Gen
1,31).
Il corpo non è un inciampo, una zavorra dell’anima, è lo strumento
magnifico donatoci da Dio per manifestare i valori spirituali che diversamente rimarebbero inespressi in noi.
Leggiamo nella GS
n. 49: "Molti uomini della nostra epoca danno grande
valore al vero amore tra marito e moglie che si manifesta in espressioni
diverse secondo oneste usanze di popoli e tempi. Proprio perché atto
eminentemente umano, essendo diretto da persona a persona con un sentimento che
nasce dalla volontà, quell’amore abbraccia il bene di tutta la persona e perciò
ha la possibilità di arricchire di particolare dignità i sentimenti dell’animo
e le loro manifestazioni fisiche e di nobilitarli come elementi e segni
speciali del l’amicizia coniugale".
Chi comprende poi
il mistero dell’Incarnazione si rende facilmente conto
del motivo per cui Dio si è fatto uomo. Per amare. Il suo corpo è diventato
segno di amore, di donazione, di sacrificio fino alla
dedizione completa.
Impegno di reciproca fedeltà
Nella celebrazione
del sacramento gli sposi si dicono reciproca mente: "Io prendo te come mia
sposa (o mio sposo) e prometto d’esserti fedele sempre, nella gioia e nel
dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni
della mia vita". La fedeltà è una delle esigenze più profonde dell’amore e
dell’armonia. Ma non è una formula magica quella che
si dice nel giorno del matrimonio. La fedeltà e l’armonia vanno conquistate
prima e dopo il matrimonio con l’aiuto di Dio e la rinuncia al proprio egoismo.
La felicità e la buona riuscita del matrimonio sono intimamente connesse con
l’intesa che la coppia riesce ad avere sui problemi fondamentali della vita. La
coppia deve imparare l’arte del dialogo sui valori fondamentali della vita per
giungere ad una condotta di vita concreta.
Volontà di conoscersi profondamente
La conoscenza
dell’altro, la scoperta dell’altro avviene gradualmente attraverso tutti i
mezzi di comunicazione personale, soprattutto col dialogo.
L’altro è diverso
come sesso, mentalità, famiglia di provenienza, gusti, usi e costumi... Inoltre ognuno di noi ha un certo pudore nel comunicarsi
agli altri, soprattutto quando il nostro interno segreto non è tutto oro che
luccica.
Il comunicare, il
parlare, il dialogare sono i mezzi ordinari per
imparare a conoscersi.
E il conoscersi nell’amore e nella simpatia crea
l’accordo profondo tra le persone.
Volontà di accettarsi
Bisogna accettare
l’altro com’è, senza la pretesa di cambiarlo, di adattarlo ai nostri gusti o
capricci. Bisogna riconoscere e accettare i propri limiti e specialmente il
limite che non bisogna mai varcare: il rispetto della libertà dell’altro.
L’accordo e il
compromesso a cui bisogna arrivare devono essere sempre il risultato di due
libertà, mai l’imposizione dell’uno sull’altro.
L’io e il tu devono trovare il modo migliore per diventare il
"noi". Un "noi" che è la coppia che vive
in amore e in armonia. E queste coppie che stanno perfezionando in
continuità la loro intesa non sono delle eccezioni.
Sono una felice realtà di tutti i tempi e del nostro tempo. Il bene, a
differenza del male, non fa rumore e non fa notizia. Il detto: "Fa più rumore una quercia che cade, che una foresta che
cresce" può essere in qualche modo applicato alle coppie e alle famiglie
del nostro tempo. Purtroppo le coppie che crollano rumorosamente sono più d’una, ma quelle che reggono, crescono e si realizzano
nell’armonia e nell’amore sono "foresta" silenziosa che Dio benedice.