CONOSCI
LO SPIRITO SANTO?
Lo Spirito è come il vento
(Morandini Giuseppe)
Qualunque cosa chiederete nel mio nome, io
la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio...
Io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro consolatore, perché rimanga con
voi sempre, lo Spirito di verità (Gv 14,13-16).
... Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e
dove va.
Così è chiunque è nato dallo Spirito (Gv 3,8).
Sono parole di Gesù. Un invito per noi.
p.
Giuseppe Morandini
Il
vento soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai di dove viene e dove va... (Gv
3,8)
Nell’anno
liturgico 1997- 98 tutta la Chiesa cattolica, per desiderio del santo padre
Giovanni Paolo II, è stata impegnata particolarmente in una conoscenza di
fede della persona dello Spirito santo, in preparazione all’Anno santo del
2000.
E’ stato un
impegno non facile, perché lo Spirito santo è ancora poco conosciuto da molti
cristiani.
Noi vogliamo fare,
insieme, questa conoscenza di fede dello Spirito.
La conoscenza
di fede, dono di grazia per i discepoli di Gesù, è penetrazione nel
mistero. In questo caso, nel mistero della persona dello Spirito santo, che è
nella Trinità come terza persona divina, distinta, uguale al Padre e al Figlio.
Il mistero di Dio
non è una verità impenetrabile, aliena alla sapienza umana. È mistero. Ma è
anche verità, e, come tale, è accessibile alla conoscenza di fede per
chi è stato rigenerato alla vita dei figli di Dio.
Il dono
battesimale della fede è sintonia con le verità di Dio. Rende capaci di
penetrare il mistero, per quanto è possibile a creatura umana, con umiltà,
amore, gradualità, con la guida della divina rivelazione.
La pienezza della
luce della rivelazione è in Gesù. Dio non l’ha mai visto nessuno: proprio il
Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato (Gv 1,18).
Il Dio della
Bibbia, che è il nostro Dio, in tutta la storia della salvezza, ha adottato una
sapiente pedagogia del mistero portando gli uomini alla più ampia comprensione
possibile di esso, nell’umiltà, nello stupore e nella gioia.
L’Alleanza è
cammino di incontro, di amore, di fedeltà a Dio, nella scoperta gratuita dei
suoi misteri.
Dio si rivela,
progressivamente, come Creatore, Signore, Condottiero che libera, Pastore che
guida, Re di pace e di giustizia, Sposo amante e fedele, Padre e Madre...
Poi, ai primi
uomini peccatori, fa una promessa misteriosa di salvezza (Gen 3,15).
Tale promessa prende volto nel Messia: Virgulto di Jesse,
Unto del Signore, Figlio della Vergine, Servo sofferente di Javè, Principe di giustizia e di pace...
È il Verbo di
Dio, che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi. È Gesù di Nazaret,
vero uomo e vero Dio, salvatore dell’umanità.
Lo Spirito santo,
nelle prime parole della Genesi, è lo Spirito di Dio, che aleggia sulle
acque (Gen 1,2). È l’alito di vita, che fa dell’uomo un
essere vivente, ad immagine e somiglianza di Dio (Gen 2,7).
È, in seguito, la potenza
e la sapienza di Dio, che viene trasmessa ai Patriarchi, ai Re, ai
Giudici, ai Profeti...
Nella pienezza
dei tempi (Gal 4,4), lo Spirito santo
è rivelato con chiarezza e precisione di identità da Gesù. Allo Spirito santo Gesù
attribuisce il grande e meraviglioso compito di rivelare la verità tutta
intera, di annunciare le cose future e di rendergli testimonianza... (Gv
16,13).
Il nostro cammino
alla conoscenza di fede dello Spirito santo percorrerà le successive
tappe della Storia della salvezza, nella luce della sapiente e accondiscendente
pedagogia di Dio. Sarà un cammino di grazia, di stupore e di gioia.
Fin d’ora
accendiamo in cuore il desiderio di conoscere lo Spirito santo... sempre
meglio.
Quale posto ha lo
Spirito santo nella nostra vita spirituale, nella nostra missione apostolica ed
educativa?
Lo Spirito
santo è il vento, che gonfia le vele della Chiesa, barca di Pietro, e la spinge al largo,
nell’oceano immenso della storia dell’umanità (Paolo VI).
LO
SPIRITO È "SAPIENZA" E "POTENZA" DI
DIO
Nei giorni
luminosi della creazione lo Spirito è presente misteriosamente, nascosto nella sapienza
e potenza di Dio, che crea dal nulla tutte le cose.
In principio
Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre
coprivano l’abisso (Gen 1,1-2).
L’autore ispirato,
con una espressione carica di segreti, afferma: Lo Spirito di Dio aleggiava
sulle acque (Gen 1,2).
Se il Verbo di
Dio, come dice san Paolo, è generato prima di ogni creatura, poiché
per mezzo di lui sono state create tutte le cose (Col 1,15-16), lo Spirito
santo è l’energia sapiente, che dà la vita e plasma tutte le cose.
Il Padre crea ad
immagine del Figlio, con l’energia sapiente dello Spirito. Tutta la divina Trinità
è creatrice, nel mistero dell’uguaglianza e della distinzione delle tre
persone.
C’è l’impronta
dello Spirito nel giorno e nella notte; nel firmamento e nell’immensità del
mare; nel sole e nella luna; in tutti i germogli della terra; nei pesci delle
acque, negli uccelli dell’aria e negli animali della foresta...
Il Signore Dio
contempla, ad opera compiuta, nel vigore e nella gioia beatificante della sua
infinita sapienza, il frutto della sua potenza creatrice: ... E Dio vide che
era cosa buona (Gen 1,18).
Il momento più
alto dell’opera creatrice è la progettazione e la creazione
dell’uomo. Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza ...
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li
creò (Gen 1,26-27).
L’attuazione del Progetto
è descritta con linguaggio fortemente antropologico e popolare, ma non è priva
di fascino misterioso. Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò
nelle sue narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente (Gen
2,7).
L’alito di
vita, che rende l’uomo essere vivente a immagine e somiglianza di Dio, è
l’alito divino, è lo Spirito di Dio, la sua sapienza e potenza.
Il Signore Dio
invita l’uomo, plasmato a sua immagine e somiglianza, a dominare su tutte le
creature (Gen 1,26). Lo rende partecipe dell’inestimabile dono della paternità
e della maternità, in collaborazione con la sua potenza creatrice. Siate
fecondi e moltiplicatevi... (Gen 1,28)
Libera l’uomo
dalla solitudine: Non è bene che l’uomo, sia solo: gli voglio fare un aiuto
che gli sia simile (Gen 2,18).
Dio, il modello,
non è solitudine, ma Trinità di amore. Il Signore Dio plasmò una donna e la
condusse all’uomo... (Gen 2,22).
Dall’uomo e dalla
donna, per progetto di Dio, nasce liberamente il matrimonio, che li lega
nell’unione di una sola carne.
Come l’uomo e la
donna, così la famiglia è immagine e somiglianza del Dio, che è Trinità.
Nella Trinità si specchia come a modello insuperabile.
Nella prima
Lettera ai Corinzi, Paolo scrive: ... Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le
profondità di Dio... I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non
lo Spirito di Dio. Ora noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere
tutto ciò che Dio ci ha donato (1Cor 2,10-12).
I primi doni di
Dio agli uomini sono quelli della creazione. Ad essi seguono infiniti altri...
Per molti, anche cristiani, essi sono sconosciuti, dimenticati; o forse, non
compresi né apprezzati. Lo Spirito di Dio, che conosce le profondità di Dio,
i segreti di Dio ci può aiutare a conoscere tutto ciò che Dio ci ha
dato, per goderne, utilizzando e rendendo grazie.
Lo Spirito del
Signore riempie l’universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni cosa (Sap 1,7).
Lo Spirito santo è
la guida sicura per leggere, interpretare, godere e rendere grazie per l’opera
della creazione.
Nella professione
solenne della fede diciamo: Credo nello Spirito santo, che è Signore
e dà la vita. Dà la chiave per leggere e comprendere i segreti della
vita.
... HA PARLATO PER MEZZO DEI
PROFETI ...
Lo Spirito santo, che
scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio, nella storia della salvezza
ha scelto e abilitato uomini, che agissero e parlassero in nome suo. Così i
Patriarchi, i Re, i Giudici...
Un posto altamente
qualificato, tra i collaboratori dello Spirito santo, è occupato dai Profeti
dell’Antico Testamento. La Bibbia ci fa conoscere i loro nomi, descrive con
tratti essenziali la loro origine, la vocazione e la personalità. Descrive,
soprattutto, la loro vicenda umana e religiosa, al servizio del Signore
Dio, guidati e sostenuti dalla sapienza e dalla forza del suo Spirito.
I Profeti sono
uomini, scelti tra il popolo eletto, chiamati dal Signore per camminare dinanzi
a lui e parlare in suo nome. Lo scrive con grande chiarezza il profeta Geremia:
Mi fu rivolta la parola del Signore: Prima di formarti nel grembo materno,
ti conoscevo; prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho
stabilito profeta delle nazioni... Non dire: Sono giovane. Ma va’ da coloro a
cui ti manderò e annuncia ciò che io ti ordinerò... Io vigilo sulla mia parola
per realizzarla (Ger 1,5.7.12).
Scrive ancora: E
il Signore mi disse: ti metto le mie parole sulla bocca (Ger 1,9).
Le parole del
Signore sono un misterioso anticipo della nuova alleanza, della legge
dello Spirito, legge del cuore.
Io concluderò
un’alleanza nuova... Questa sarà l’alleanza che io concluderò: porrò la mia
legge nel loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo... Io
perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato (Ger 31,31-34).
Le parole di Dio,
messe sulla bocca dei profeti, sono una anticipazione della buona novella di
Gesù.
Colui che le pone
sulla labbra, e, prima ancora nel cuore, è lo Spirito del Signore. Questa è la
convinzione profonda del profeta Isaia, che Gesù applicherà, nella pienezza dei
tempi, a se stesso, nella sinagoga di Nazaret. Lo Spirito del Signore è su
di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a
portare il lieto annuncio ai miseri... (Is
61,1-3).
Già i profeti Elia
ed Eliseo avevano la certezza di avere in sé lo Spirito del Signore. E il
popolo lo riconosceva: Lo Spirito di Elia si è posato su Eliseo... (2Re
2,15).
Il profeta
Ezechiele promette, in nome di Dio, lo Spirito nuovo, che sarà per ognuno principio
di un rinnovamento interiore, che lo renderà capace di osservare fedelmente la
legge di Dio. Sarà l’inizio della nuova alleanza.
Questa effusione
dello Spirito si verificherà attraverso la mediazione del Messia, che ne sarà
il primo beneficiario, in vista di portare a compimento la sua opera di
salvezza.
...Vi darò un
cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito nuovo; toglierò da voi il cuore
di pietra, e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi
farò vivere secondo i miei statuti; e vi farò osservare e mette e in pratica le
mie leggi (Ez
36,26-27).
L’ultimo dei
Profeti, prima di Cristo Gesù che è la pienezza della profezia, Giovanni
Battista, grida a tutti, sulle rive del Giordano: Dopo di me viene uno che è
più forte di me... Io vi ho battezzati con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo
Spirito santo (Mc 1,7-8).
La testimonianza
di Giovanni Battista a Gesù è fatta nella potenza e nella sapienza dello
Spirito. ...Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi
su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi
aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che
battezza in Spirito santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è
il Figlio di Dio (Gv 1,32-34).
Veramente lo
Spirito santo ha parlato per mezzo dei Profeti! (Credo).
IL PADRE, CON LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO, PREPARA LA STRADA A GESÙ
L’angelo Gabriele,
messaggero del Signore Dio, annuncia a Maria, la vergine fanciulla di Nazaret,
che diventerà la madre del Messia, promesso al popolo di Israele. Non
temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio,
lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato figlio
dell’Altissimo.
Maria domanda all’angelo:
Come è possibile?. La risposta dell’angelo è colma di mistero: Lo
Spirito santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza
dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio
(Lc 1,26-38).
La potenza di Dio
ha, ora, un nome preciso: si chiama Spirito santo.
È la terza persona
della santissima Trinità.
La sua ombra dona
fecondità divina e santità al figlio, che nasce dalla vergine madre.
Per opera dello
Spirito, (Gesù) si è incarnato nel
seno della vergine Maria, e si è fatto uomo (Credo).
Elisabetta,
accogliendo Maria, che le fa visita per esserle vicina nella maternità in età
adulta, fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: - Benedetta tu fra
tutte le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre
del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta al
miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che
ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore (Lc
1,39-45).
La pienezza dello
Spirito santo rivela ad Elisabetta la divina maternità di Maria; la presenza
santificante di Cristo, nascosto nel grembo della madre; la beatitudine di
colei che crede ed accoglie il mistero delle parole del Signore...
In Gerusalemme, al
vecchio Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, lo Spirito santo, che era
sopra di lui, aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte,
senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso, dunque, dallo Spirito, si
recò al Tempio, e mentre i genitori portavano il bambino Gesù per adempiere la
legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio... (Lc
2,25-32).
Illuminato dallo
Spirito santo, Simeone vede con i suoi occhi la salvezza, preparata davanti
a tutti i popoli, la luce per illuminare le genti e la gloria del popolo di
Israele.
Anche Zaccaria,
padre di Giovanni Battista, fu pieno di Spirito santo e profetò dicendo: -
Benedetto il Signore Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo
popolo... E tu bambino sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai
innanzi al Signore a preparargli le strade (Lc
1,67.76)
Lo Spirito santo
rivela gli albori della prodigiosa opera di salvezza di Gesù.
Sulle rive del
fiume Giordano Gesù dà inizio al suo cammino misterioso di annuncio della buona
novella, di riconciliazione e di perdono, di morte e di risurrezione. Col
battesimo di Giovanni, il Messia innocente e sorgente di grazia si fa solidale
con tutti gli uomini peccatori. Santifica con la sua immersione l’acqua, che
diventerà segno di rigenerazione alla vita divina. Con la voce del Padre, che
testimonia l’identità dell’Unigenito di Dio, la presenza dello Spirito santo,
simboleggiato dalla colomba, che si posa su Gesù, afferma l’unità profonda del
mistero della Trinità. Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava
in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito in apparenza
corporea come di colomba, e ci fu una voce dal cielo: - Tu sei il mio figlio
prediletto, in te mi sono compiaciuto (Lc
3,21-22).
L’ultimo profeta
dell’Antico Testamento e il primo del Nuovo, Giovanni Battista, camminando nel
mistero della fede, scopre l’identità piena del Messia solo nella luce e nella
forza dello Spirito santo. Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal
cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a
battezzare con acqua, mi aveva detto: - L’uomo sul quale vedrai scendere e
rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito santo. E io ho visto e ho
reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio (Gv 1,33-34).
Mosso dallo
Spirito, indicando ai discepoli Gesù, Giovanni dice: Ecco l’agnello di Dio,
ecco colui che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29).
Maria, la madre,
Elisabetta, Simeone, Zaccaria, Giovanni Battista: i primi testimoni di Gesù,
figlio di Dio fatto uomo per la salvezza dell’umanità, hanno parlato nella
potenza dello Spirito santo, come i Profeti dell’Antico Testamento, sulla
soglia della nuova alleanza.
LO SPIRITO SANTO È CON GESÙ
PER LE STRADE DELLA PALESTINA
Lo Spirito santo
muove i primi passi con Gesù, all’inizio della sua missione, sulle rive del
fiume Giordano, nel giorno del battesimo. È con lui da sempre, nel mistero
della Trinità. È con lui, fatto uomo, dall’istante della Incarnazione.
Nella sinagoga di
Nazaret, il villaggio della sua vita nascosta, Gesù applica a se stesso le
parole del profeta Isaia (Is 61,1-2): Lo Spirito
del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha
mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai
prigionieri la liberazione... e predicare un tempo di grazia del Signore (Lc 4,18-19).
Tutta la missione
di salvezza di Gesù è condivisa con lo Spirito santo, nell’immenso progetto di
amore del Padre.
Nella potenza
dello Spirito Gesù scaccia i demoni (Lc 11,20).
Lo Spirito santo conduce
Gesù nel deserto, per essere tentato. Liberamente solidale con gli uomini
peccatori, nel battesimo di Giovanni, Gesù accondiscende misteriosamente ad
essere solidale anche nella umana tentazione. Per dare testimonianza di come si
combatte con Satana e come si vince su di lui, con la potenza della parola di
Dio, Gesù pieno di Spirito santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto
dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni fu tentato dal diavolo...
Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione il diavolo si allontanò da lui (Lc 4,1-12).
Lo Spirito santo
dà potenza alla predicazione di Gesù, in Galilea. Gesù ritornò in
Galilea con la potenza dello Spirito santo e la sua fama si diffuse in tutta la
regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi (Lc 4,14).
È nella esultanza
dello Spirito che Gesù dà lode al Padre e annuncia il suo stile di
preferenza per i piccoli e per i poveri. Gesù esultò nello Spirito e disse:
- Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto
queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre,
perché così a te è piaciuto (Lc 10-21).
In intimità con lo
Spirito santo, Gesù rivela di aver ricevuto dal Padre ogni cosa e
soprattutto la conoscenza di lui, che egli è in grado di comunicare a
chi vuole.
Ogni cosa mi è
stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre, né
chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare (Lc 10,22).
La esultanza di
Gesù nello Spirito è un atteggiamento molto significativo: si attua nella
preghiera.
Una preghiera
prevalentemente di comprensione e di rivelazione del mistero di Dio. Mistero in
sé: la paternità e la filiazione. Mistero nello stile di rivelazione: la scelta
dei non sapienti del mondo.
L’evangelista
Matteo riporta un altro brano della preghiera di lode di Gesù. In esso Gesù
rivendica per sé la mitezza e la umiltà del cuore, qualità tradizionali
dei poveri dell’Antico Testamento; e se ne avvale per farsi loro maestro di
sapienza evangelica. Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi,
e io vi ristorerò... Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e
troverete ristoro per le vostre anime (Mt 11,28-29).
Matteo e Marco,
narrando l’agonia di Gesù, nel giardino del Getsemani, riportano queste parole:
Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la
carne è debole (Mc 14,38).
Lo spirito
forte non è, forse, la persona dello Spirito santo. È certamente la forza
della sua presenza. Per questo il Maestro è capace di esprimere, nell’angoscia
che si fa abbandono, la sublime preghiera: Abbà,
Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però, non ciò che
io voglio, ma ciò che vuoi tu (Mc 14,36).
Morendo sulla
croce, fra atroci tormenti, Gesù prova l’umana solitudine del misterioso
abbandono di Dio. Prega con il salmo: Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?... (Sal 21,1). Proseguendo nella
preghiera, ha detto anche: Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza,
accorri in mio aiuto (v.20).
La forza di Dio
è lo Spirito santo. È lui l’aiuto, il consolatore... Narrando gli ultimi
istanti dell’agonia di Gesù, Luca, l’evangelista più attento ai rapporti
personali di Cristo con lo Spirito santo, così conclude: Gesù gridando a
gran voce, disse: - Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Detto
questo, spirò (Lc 23,46).
Dopo aver goduto
della sua compagnia, aver sentito la sua potenza e la sua forza, Gesù consegna
lo Spirito nelle mani del Padre.
Dall’istante dell’Incarnazione
fino all’ultimo respiro lo Spirito è con Gesù. Dopo la folgorante risurrezione
del Signore, lo Spirito sarà il dono del Risorto per i discepoli, per la
Chiesa, per tutta l’umanità.
L’evangelista Giovanni,
nel prologo del suo Vangelo, afferma con autorità e chiarezza: Dio nessuno
l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo
ha rivelato (Gv 1,18).
Gesù, dice S.
Paolo, è immagine del Dio invisibile (Col 1,15).
La Lettera agli
Ebrei lo proclama: irradiazione della sua gloria e impronta della sua
sostanza (Eb 1,3). Egli è luce da luce, Dio vero da Dio vero
(Credo).
È venuto sulla
terra a proclamare la buona novella dell’amore infinito del Padre, per
farlo conoscere e godere a tutti gli uomini, che egli ama. Dio ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui
abbia la vita eterna (Gv 3,1) La vita eterna è la conoscenza
rivelata del mistero di Dio, che è Trinità: il Padre dona, il Figlio è donato,
nella fecondità e potenza dello Spirito santo (Lc
1,35).
La vita quotidiana
di Gesù, specialmente nei momenti decisivi è stata una rivelazione dello
Spirito presente e operante in lui. Gesù ha parlato manifestamente dello
Spirito santo, facendone conoscere verità essenziali.
Il Padre, che è il
più buono di tutti i padri, dona sempre lo Spirito a chi glielo chiede con
fede. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una
pietra?... Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri
figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito santo a coloro che
glielo chiedono (Lc 11,11).
Lo Spirito santo è
dono del Padre. Dopo la glorificazione di Gesù, sarà proclamato dono del
Risorto, perché il Padre ha dato a lui ogni potere in cielo e sulla terra (Mt
28,18).
Gli evangelisti
sinottici riferiscono concordemente un insegnamento duro di Gesù nei riguardi
dei peccati contro lo Spirito santo.
In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati
ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno. Ma chi avrà
bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno (Mc
3,28-29; Lc 12,10; Mt 12,32).
Marco giustifica
concretamente la severità del giudizio di Gesù: Poiché dicevano: - È
posseduto da uno spirito immondo (Mc 3,30).
Attribuire al
demonio ciò che è opera dello Spirito santo, significa rifiutarsi alla luce
della grazia divina e al perdono che ne proviene.
Gesù assicura che
i testimoni e gli annunciatori del suo Vangelo non devono avere paura dei tribunali
umani e dei giudici, che vogliono condannarli, perché portatori della verità
che viene dall’alto. Lo Spirito santo è con loro e si fa suggeritore delle
parole adatte per la difesa. Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe,
ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa
dire, perché lo Spirito santo vi insegnerà in quel momento che cosa bisogna
dire (Lc 12,11-12).
Lo Spirito santo
insegna che cosa bisogna dire... È lui che, continuando l’opera di Gesù, fa
conoscere la verità tutta intera. Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi
guiderà alla verità tutta intera... e vi annuncerà le cose future (Gv
16,13). Perché gli Apostoli, per il momento, non sono capaci di portare il
peso di tutta la verità (v.12).
Lo Spirito annuncia
nella continuità con Gesù: Non parlerà da sé, ma dirà a tutti ciò che avrà
udito. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annuncerà (Vv.13-14).
Il Signore risorto
manderà lo Spirito, che procede dal Padre ed esce dal suo costato trafitto e
glorificato: Quando verrà il Consolatore, che io vi manderò dal Padre, lo
Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza (Gv
15,26).
Io pregherò il
Padre ed egli vi manderà il Consolatore perché rimanga con voi sempre (Gv 14,16-13).
Quale
testimonianza rende lo Spirito al Signore risorto? Tutto quello che il Padre
possiede è mio; per questo ho detto che (lo Spirito) prenderà del mio e ve lo
annuncerà (Gv 16,15).
La partenza (la
morte) di Gesù è determinante per la venuta dello Spirito santo e perché egli
possa compiere la sua missione.
È bene per voi
che io me ne vada perché se non me ne vado non verrà a voi il Consolatore; ma
quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto egli convincerà
il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato,
perché non hanno creduto in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre;
quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato (Gv 16,7-11).
Il Paraclito
manifesterà il senso della morte di Gesù: disfatta e condanna del principe di
questo mondo e trionfo glorioso del Messia salvatore, che attua il progetto
d’amore del Padre: salvare l’umanità.
Nel colloquio
notturno con Nicodemo (Gv 3,1-21) Gesù parla della rinascita dall’alto,
come condizione per vedere il regno di Dio. È la
spiegazione semplice e misteriosa del cuore della buona novella evangelica. Giovanni
l’ha annunciata subito nel prologo del suo Vangelo: A quanti però lo hanno
accolto (Gesù) ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono
nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di
uomo, ma da Dio sono stati generati (Gv 1,12-13).
La nascita
dall’alto dei figli di Dio avviene per opera dello Spirito santo.
In verità, in
verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel
regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne; e quel che è nato dallo
Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se ti ha detto: dovete rinascere
dall’alto (Gv 3,5-7).
Qui Gesù colloca
la sua originale riflessione sulla libertà, segretezza e fascinosità
del vento, immagine dello Spirito, che soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai di dove viene e dove va (v.8).
La conclusione di
Gesù è sorprendente: Così è di chiunque è nato dallo Spirito
(v.8).
Gesù dice queste
cose perché le ha apprese dalla sorgente della verità.
In verità, in
verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che
abbiamo veduto (Gv 3,11).
Dal Battesimo, nell’acqua
e nello Spirito, nascono a vita nuova i figli di Dio. Il Signore risorto manda
i suoi Apostoli nel mondo intero, con la sua autorità e garantendo la sua
indefettibile presenza.
Mi è stato dato
ogni potere in cielo e in terra. Andate, dunque, e ammaestrate tutte le nazioni
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando
loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i
giorni, sino alla fine del mondo (Mt
28,18-20).
Il Risorto sarà
sempre presente e operante insieme ai suoi testimoni.
La sera di Pasqua,
nel Cenacolo, Gesù offre agli Apostoli il dono della sua risurrezione.
La sera di
quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del
luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò
in mezzo a loro e disse: - Pace a voi! Detto questo mostrò loro le mani e il
costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo:
- Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Dopo aver detto
questo alitò su di loro e disse: - Ricevete lo spirito santo; a chi rimetterete
i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi (Gv 20,19-23).
Gesù trasferisce
la propria identità sui suoi Apostoli: come il Padre ha mandato me, io mando
voi.
Dona loro la pace,
segno della Pasqua. Offre loro lo Spirito santo, dono del Risorto, che libera
dal peccato e diventa sorgente perenne di grazia. Ricevete lo Spirito
santo...
Lo Spirito santo è
remissione dei peccati, in Cristo Gesù, morto e risorto.
Luca, chiudendo il
suo Vangelo, riporta un commiato importante di Gesù dagli Apostoli. Allora
aprì loro la mente alla intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto:
il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome
saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati,
cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di
voi quello che il Padre mi ha promesso; ma voi restate in città, finché non
siate rivestiti di potenza dall’alto (Lc
24,45-49).
Con questa potenza
dall’alto gli apostoli iniziano il loro cammino nella storia. In loro diventa
franchezza, e li fa riconoscere come testimoni autentici di Gesù. Vedendo la
franchezza di Pietro e di Giovanni, rimanevano stupefatti riconoscendoli per
coloro che erano stati con Gesù (At 4,13-14)
La Chiesa, corpo
mistico di Cristo, piantata, in germe, nel grembo verginale di Maria, irrorata
dal sangue e dall’acqua sgorgati dal cuore trafitto del Salvatore, appare al
mondo nel fuoco della Pentecoste.
Mentre il
giorno di Pentecoste stava per finire, i discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal
cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa
dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si
posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito santo, e
cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di
esprimersi (At 2,1-4).
Nel lungo e
complesso discorso di Pietro, fatto a Pentecoste, che traccia la storia di
Gesù, ci sono alcune parole molto semplici: Questo Gesù Dio l’ha risuscitato
e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo
aver ricevuto dal Padre lo Spirito santo, che egli aveva promesso, lo ha
effuso, come voi stessi potete vedere e udire (At 2,32-34).
Molti episodi
narrati negli Atti degli Apostoli parlano dell’effusione dello Spirito sui
singoli e sulle comunità. Per questo gli Atti sono chiamati il Vangelo dello
Spirito santo.
La teologia
paolina descrive con ricchezza di particolari l’azione dello Spirito nei
discepoli di Gesù e nella sua Chiesa che è suo corpo mistico.
Lo Spirito santo è
effuso nel cuore dei credenti, che non sono più schiavi, ma figli; e,
nello Spirito, possono chiamare Dio Abbà,
Padre (Rm 8,14-17).
Con Cristo lo
Spirito è all’opera nei discepoli per realizzare la loro giustificazione e
santificazione (1Cor 6,11; 2Cor 1,21).
Lo Spirito vive
nel credente come amore donato (Rm 5,5). È
ospite e fa appartenere a Cristo (Rm 8,9).
Rende tempio di Dio (1Cor 3,16). Lo Spirito educa nella fede, che fa
conoscere il mistero di Dio (1Cor 2,11-12; 2Cor 4,13). Conforta nella speranza
(Gal 5,5). Nella fede, nella speranza e nella carità, lo Spirito dona la legge
della libertà (Rm 8,2).
Lo Spirito, per il
cristiano, è sigillo di salvezza eterna, per i meriti di Cristo. Chi semina
nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna (Gal 6,8).
Noi che
possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando
l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo (Rm 8,23)
C’è una triste
possibilità per il cristiano: Non vogliate rattristare lo Spirito santo di
Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione (Ef 4,30).
I battezzati in un
solo Spirito formano un corpo solo: il corpo di Cristo (1Cor 12,13). Un solo
corpo e un solo Spirito (Ef 4,4).
È la Chiesa la
comunità dei credenti in Cristo, la famiglia dei figli di Dio. Nella Chiesa lo
Spirito agisce attraverso molte vie. La divina Scrittura, parola di Dio, è ispirata
dallo Spirito. Gli Apostoli e i loro successori impongono le mani, nella amministrazione dei Sacramenti invocando lo
Spirito, che rigenera e trasforma.
I doni, i carismi,
diversi e preziosi, sono dati e coordinati dallo Spirito, per l’unità della
Chiesa.
Vi sono
diversità di carismi, ma
uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno
solo è il Signore... E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello
Spirito per l’utilità comune... Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo
Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole (1Cor
12,4-11).
Lo Spirito santo guida
e rafforza l’opera missionaria della Chiesa, che continua quella di Gesù.
Avrete forza
dallo Spirito santo, che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a
Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino
agli estremi confini della terra (At
1,8).
Soprattutto lo
Spirito santo è chiamato ad autenticare l’autorità magisteriale
degli Apostoli. Dice Pietro: E di questi fatti siamo testimoni noi e lo
Spirito santo (At 5,32).
Nel Concilio di
Gerusalemme gli Apostoli affermano solennemente: Abbiamo deciso, lo Spirito
santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose
necessarie (At 15,28).
Nel giorno del
Signore, celebrando l’Eucaristia, che è la Pasqua settimanale, il Padre con l’effusione
dello Sprito santo attualizza la presenza reale e
il sacrificio incruento di Cristo.
È lo Spirito santo
che riunisce in un solo corpo i fedeli convocati in santa assemblea
(Canone della Messa).
Noi siamo stati
battezzati in un solo Spirito, per formare un solo corpo; e tutti ci siamo
abbeverati a un solo Spirito (1Cor
12,13).
Dice il vescovo s.
Cirillo di Gerusalemme: L’acqua delle pioggie
scende dal cielo sotto un’unica forma e produce effetti molteplici. Così
anche lo Spirito santo, pur essendo unico, semplice e indivisibile, a ciascuno
distribuisce la grazia come vuole (Cat. Prebatt.
16,12).
Nella dinamica
della grazia, che è partecipazione misteriosa alla vita di Dio, lo Spirito
santo è forma divina di eguaglianza a Cristo, immagine dell’Invisibile.
LO SPIRITO SANTO NELLA
STORIA DELL’UMANITÀ
La storia
dell’umanità, secondo la Rivelazione biblica, inizia con i giorni luminosi
della Creazione. In principio Dio creò il cielo e la terra... E Dio disse: -
Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza... E Dio vide quanto
aveva fatto; era cosa molto buona (Gen 1,1.26.31).
S. Paolo,
scrivendo a Timoteo, afferma: Tutto ciò che è stato creato da Dio è buono, e
nulla è da scartarsi (1Tm 4,4).
In quell’inizio lo
Spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2). La creazione ha la
sua propria bontà e perfezione, ma non è uscita dalle mani del Creatore
interamente compiuta. È creata in stato di via, verso una perfezione ultima
alla quale Dio l’ha destinata, ma che ancora deve essere raggiunta (C.C.C. n. 302).
Dio conduce la
creazione verso questa perfezione attraverso la forza del suo Spirito.
Egli agisce in
tutto l’agire delle sue creature: è una verità inseparabile dalla fede in Dio
creatore.
È Dio che
suscita in noi il volere e l’operare, secondo i suoi benevoli disegni (Fil 2,13).
Perché, allora,
esiste il male?
A questo
interrogativo, tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto
misterioso, nessuna rapida risposta può bastare. È l’insieme della fede
cristiana che costituisce la risposta a tale problema (C.C.C. n. 309).
Dio, nella sua
grande onnipotenza, può trarre un bene dalle conseguenze di un male. Con ciò,
però, il male non diventa un bene.
Il libro
dell’Apocalisse descrive il fiume di acqua viva, che scaturisce dal trono di
Dio e dell’Agnello (Ap 22,1). È uno dei simboli
più belli dello Spirito Santo.
Questo fiume
misterioso di grazia non dona le sue acque solo alla Chiesa, corpo mistico di
Cristo, ma anche a tutta l’umanità con la quale Cristo è profondamente solidale
per la sua incarnazione e per la quale il Padre ha un progetto di salvezza.
Dio, nostro
salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza
della verità (1Tm 2,4).
Lo Spirito di Dio
parla nella coscienza di ogni uomo, dove è inserita la legge (Rm 2,15).
Suscita i profeti,
religiosi e laici, voci che gridano nel deserto della vita: Preparate la
strada del Signore! (Is 40,3).
Ogni albero,
che non produce frutti buoni, viene tagliato e gettato nel fuoco (Mt 3,10).
Costruiamo
tempi di pace, di giustizia, di fraternità universale (Gandhi).
Non abbiate
paura! Aprite le porte a Cristo!(Giovanni
Paolo II).
Giovani,
cambiate il futuro! (Giovanni Paolo
II).
Ho fatto un
sogno: un giorno gli uomini saranno tutti uguali senza distinzione per il
colore della pelle; tutti fratelli...
(Martin L. King).
Lo Spirito santo
conduce la storia umana, ispirandola con i segni dei tempi.
La storia è
nelle mani degli uomini. Prima ancora, però, è nel pensiero di Dio. È un ricamo
che noi vediamo solo a rovescio e da lontano...
(Giorgio La Pira).
S. Paolo ha
proclamato con stupore la vocazione dell’intera umanità: Tutta la creazione
geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto... ma anche noi, che
possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente, aspettando
l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo (Rm
8,22).
L’unificazione
dell’umanità sarà frutto dello Spirito che rinnova la faccia della terra. Non
si può restare che terrificati dal bisogno urlato di purezza di cui soffre
l’universo, e occorre fare assolutamente qualcosa per andargli incontro (p. Teilhard de Chardin).
Dice il Concilio
Ecumenico Vaticano secondo: Tutti i buoni frutti della natura e della nostra
operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e
secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni
macchia, illuminati e trasfigurati, allorquando Cristo rimetterà al Padre il
Regno eterno e universale. Dio, allora, sarà tutto in tutti (1Cor 15,28)
(GS n. 39).
Lo Spirito fa
capaci i discepoli di Gesù di rendere ragione della speranza (1Pt 3,15).
Alla fine dei
tempi Dio sarà tutto in tutti (1Cor 15,28).
I DONI E I FRUTTI DELLO SPIRITO
SANTO
Il Signore Dio,
sommo bene, è la sorgente inesausta di ogni dono. Ogni buon regalo e ogni
dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce (Gc 1,17).
Mediatore di ogni
dono divino è Gesù, colui che è il donato dal Padre per la salvezza degli
uomini (Gv 3,16).
Egli dona nella
potenza dello Spirito riversato in noi (Rm
5,5) nella rigenerazione del santo Battesimo.
Ogni persona,
così, divenuta figlio di Dio, ha una originale identità e doni propri e
irrepetibili. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello
Spirito per l’utilità comune (1Cor 12,7).
In un solo
corpo abbiamo molte membra... Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a
ciascuno di noi (Rm 12,4.6)
Le vocazioni, i
ministeri, i carismi sono diversificati dallo Spirito nelle strutture umane
della Chiesa.
È lui (lo
Spirito) che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come
pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al
fine di edificare il corpo di Cristo (Ef
4,11).
Tutta la vita
cristiana è dono dello Spirito, perché la rigenerazione alla vita di Dio
avviene in lui, che è riversato nei nostri cuori, per i meriti di
Cristo, morto e risorto. Lo Spirito santo è Signore e dà la vita
(Credo).
La fede, la
speranza e la carità, virtù teologali infuse nel Battesimo, sono dono dello
Spirito, perché a lui è attribuita l’opera della santificazione, che è conoscenza
soprannaturale di Dio, fiducia in lui e amore per lui, in tutte e sopra tutte
le cose.
La fede, la
speranza e la carità rendono le facoltà dell’uomo idonee alla partecipazione
alla natura divina. Dispongono i cristiani a vivere in relazione con la SS. Trinità.
Sono il pegno della presenza e dell’azione dello Spirito santo nelle facoltà
dell’essere umano (C.C.C. nn.1812-1813).
Parlando del germoglio,
che spunterà dal tronco di Jesse, del virgulto che
germoglierà dalle sue radici, il profeta Isaia dice: Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore (Is 11,1-2).
La vita morale
del cristiano è sorretta dai doni dello Spirito santo. Essi sono disposizioni
permanenti, che rendono l’uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito santo.
I sette doni dello Spirito santo sono: la sapienza, l’intelletto, il consiglio,
la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. Appartengono, nella loro
pienezza, a Cristo. Essi completano e portano alla perfezione le virtù di
coloro che li ricevono (C.C.C. nn. 1830-1831).
Sono doni gratuiti
del Battesimo.
Lo Spirito
santo, poi, plasma nei suoi fedeli le sue perfezioni, che sono i suoi frutti,
come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera
dodici: amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza,
fedeltà, modestia, continenza, castità (Gal
5,22-23) (C.C.C. n. 1832).
Dinanzi a tale
enorme ricchezza, comprendiamo le parole di Gesù: Chi ha sete venga a me e
beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi d’acqua viva sgorgheranno
dal suo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto
i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo
Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7,37-39).
Lo Spirito santo è
sigillo di garanzia.
E che voi siete
figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del
suo Figlio, che grida: Abbà, Padre! (Gal 4,6).
Credo nello
Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con
il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei
Profeti (Credo).
Vieni, Santo
Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei
poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore
perfetto;
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica,
riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua
forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è
sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sànguina.
Piega ciò che è
rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi
fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e
premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Preghiamo
Vieni, o Spirito
creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce
consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di
Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce
all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal
nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna
sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore. Amen.