Preghiere di Chiara Lubich
Silvia
Lubich detta Chiara (Trento, 22 gennaio 1920
– Rocca di Papa, 14 marzo 2008)
è stata una attivista cattolica italiana, fondatrice e presidente del Movimento dei
Focolari.
MA TU NON PASSARE
(Chiara Lubich)
Sì,
siamo contenti, Signore,
quando l'ala di un angelo
ci discopre il celeste orizzonte,
che la prova ci aveva bruscamente annientato.
Siamo
contenti, Signore,
perché il tuo amore si mostra in quei momenti
così onnipotente che la nostra anima è in adorazione
ed esaltazione fino al silenzio.
Che passi, Signore, la prova
che ci attanaglia l'anima fino all'agonia;
ma non tramonti no, mai,
quella splendida tua figura luminosa nella notte nera,
quando, nel deserto del tutto,
Tu
solo sei fiorito per noi, e, nel silenzio di ogni
cosa,
Tu
solo hai parlato e, nell'assenza d'ognuno,
Tu
solo ci hai fatto compagnia,
ripetendoci soavemente le verità
che non debbono affievolirsi
nella nostra anima: che qui siamo di passaggio
e il luogo dell'arrivo è un altro;
che tutti sono ombra e Tu solo la realtà.
Che passi la prova, Signore,
ma Tu non passare e chiudici,
incantati dal dolore, nel cuore della Trinità.
Signore, che l'inganno del mondo non ci riprenda,
anche nelle cose più sante che esso possiede,
ma solo il Santo sia con noi e in noi
e la Santa, la Vergine, tua Madre,
la veste che tutti ricopra, per sempre.
IL CIELO SI E’
ROVESCIATO SULLA TERRA
(Chiara Lubich)
No,
non è rimasta fredda la terra:
Tu
sei rimasto con noi!
Che sarebbe del nostro vivere
se i tabernacoli non ti portassero?
Tu
hai sposato una volta l'umanità e le sei rimasto fedele.
Ti
adoriamo, Signore, in tutti i tabernacoli del mondo.
Sì,
essi sono con noi, per noi.
Non
sono lontani come le stelle che pure tu ci hai donato.
Dovunque possiamo incontrarti:
Re
delle stelle e di tutto il creato!
Grazie,
Signore, di questo dono smisurato.
Il
Cielo s'è rovesciato sulla terra.
Il
cielo stellato è piccolo.
La
terra è grande, perché essa è trapunta
dovunque dall'Eucaristia:
Dio
con noi, Dio fra noi, Dio per noi.
T’HO TROVATO
(Chiara Lubich)
T'ho trovato in tanti luoghi, Signore!
T'ho sentito palpitare nel silenzio altissimo
d'una chiesetta alpina,
nella penombra del tabernacolo
di una cattedrale vuota,
nel respiro unanime d'una folla
che ti ama e riempie
le arcate della tua chiesa di canti e d'amore.
T'ho trovato nella gioia,
ti ho parlato al di là del firmamento stellato,
mentre a sera, in silenzio,
tornando dal lavoro a casa.
Ti
cerco e spesso ti trovo.
Ma dove sempre ti trovo è nel dolore.
Un
dolore un qualsiasi dolore
è come il suono della campanella
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Quando l'ombra della croce appare,
l'anima si raccoglie nel tabernacolo
del suo intimo
e scordando il tintinnio della campana
ti «vede» e ti parla.
Sei
Tu che mi vieni a visitare.
Sono
io che ti rispondo:
«Eccomi
Signore, Te voglio, Te ho voluto».
E in quest'incontro
l'anima non sente il dolore,
ma è come inebriata del tuo amore:
soffusa di Te, impegnata di Tu:
io in Te, Tu in me, affinché siamo uno.
E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno
vera,
divinamente agguerrita, per condurre la tua guerra.
FU COSI’ CHE TI TROVAI
Chiara Lubich )
Quando si parla d'amore, Signore, f
orse gli uomini pensano ad una cosa sempre uguale.
Ma quanto è vario l'amore!
Ricordo
che quando t'ho incontrato non mi preoccupavo
d'amarti.
Forse
perché eri Tu che mi hai incontrato
e Tu stesso pensavi a riempire il mio cuore.
Ricordo che alle volte ero tutta fiamma,
anche se il fardello della mia umanità mi dava noia
e avevo l'impressione di trascinare il peso.
Allora,
già d'allora per grazia tua,
capivo un po' chi ero io e chi Tu,
e vedendo quella fiamma come un dono tuo.
Poi
mi hai indicato una via per trovarti.
«Sotto
la croce, sotto ogni croce - mi dicevi - ci sono io.
Abbracciala
e mi troverai».
Me
l'hai detto molte volte
e non ricordo le argomentazioni che adducevi.
So
che mi hai convinta.
Allora,
al sopravvivere d'ogni dolore, pensavo a te,
e con volontà ti dicevo il mio sì...
Ma la croce restava il buio che incupiva l'anima,
lo strazio che la dilaniava, o altro...
Quante
sono le croci della vita!
Ma
Tu, più tardi, mi hai insegnato ad amarti nel fratello e allora,
incontrato il dolore,
non mi fermavo ad esso, ma accettatolo,
pensavo a chi mi stava accanto, dimentica di me,
E dopo pochi istanti, tornata in me,
trovavo il mio dolore dileguato.
Così
per anni e anni: ginnastica continua della croce,
ascetica dell'amore.
Sono
passate tante prove e Tu lo sai:
Tu
che conti i capelli del mio capo, le hai annoverate nel tuo cuore.
Ora
l'amore è un altro: non è solo volontà.
Lo
sapevo che Dio è Amore, ma non lo credevo così.
E’ INCONCEPIBILE
(Chiara Lubich)
E' inconcepibile, è straordinario,
è qualcosa che incide sempre più profondamente
nel mio animo quel tuo stare lì
in silenzio nel tabernacolo.
Vengo
in chiesa la mattina e lì ti trovo.
Corro
in chiesa quando t'amo e lì ti trovo.
Ci
passo per caso o per abitudine o per rispetto
e lì ti trovo.
Ed ogni volta mi dici una parola,
mi rettifichi un sentimento,
vai componendo in realtà con note diverse
un unico canto,
che il mio cuore sa a memoria
e mi ripete una parola sola:
eterno amore.
Oh!
Dio, non potevi inventare di meglio.
Quel
tuo silenzio
in cui il chiasso della nostra vita si smorza,
quel palpito silenzioso
che ogni lacrima assorbe;
quel silenzio...
quel silenzio, più sonoro d'un angelico concento;
quel silenzio
che alla mente dice il Verbo,
al cuore dona il balsamo divino;
quel silenzio
in cui ogni voce si ritrova incanalata,
ogni prece si risente trasformata;
quella tua presenza arcana...
Lì
è la vita, lì è l'attesa;
lì il nostro piccolo cuore riposa,
per riprendere senza posa
il suo cammino.
DAMMI TUTTI I SOLI
(Chiara Lubich)
Signore,
dammi tutti i soli...
Ho
sentito nel mio cuore la passione che invade il tuo
per tutto l'abbandono in cui nuota il mondo intero.
Amo
ogni essere ammalato e solo.
Chi
consola il loro pianto?
Chi
compiange la loro morte lenta?
E chi stringe al proprio cuore il cuore
disperato?
Dammi,
mio Dio, d'essere nel mondo
il sacramento tangibile del tuo amore:
d'essere le braccia tue, che stringono a sé
e consumano in amore
tutta la solitudine
del mondo.
L’ABISSO DENTRO DI ME
(Chiara Lubich)
L Trinità dentro di me!
L’abisso
dentro di me!
L’immenso
dentro di me!
La
voragine d’amore dentro di me!
Il
Padre che Gesù ci ha annunciato
dentro di me!
Il
Verbo!
Lo
Spirito Santo che voglio sempre avere
per servire l’Opera, dentro di me!
Non
domando di meglio.
Voglio
vivere in questo abisso,
perdermi in questo sole,
convivere con la Vita Eterna.
E allora? Potare la vita fuori
e vivere quella di dentro.
Di quanto taglio di comunicazioni
con l’esterno
di tanto Parlo con la Trinità
dentro di me.
LA SUA, LA NOSTRA MESSA
(Chiara Lubich)
Se tu soffri e il tuo soffrire è tale
che t’impedisce ogni attività,
ricordati della Messa.
Nella
Messa Gesù,
oggi come allora,
non lavora, non predica:
Gesù
si sacrifica per amore.
Nella
vita si possono fare tante cose,
dire tante parole,
ma la voce del dolore,
magari sorda e sconosciuta agli altri,
del dolore offerto
per amore,
è la parola più forte,
quella che ferisce il Cielo.
Se tu soffri,
immergi il tuo dolore nel Suo:
dì la tua Messa
e se il mondo non comprende
non ti turbare:
basta ti capiscano Gesù, Maria, i santi:
vivi con Loro
e lascia scorrere il tuo sangue
a beneficio dell’umanità:
come Lui!
La
Messa!
Troppo
grande per essere capita!
La
Sua, la nostra Messa.
IL TEMPO MI SFUGGE
VELOCE
(Chiara Lubich)
Il
tempo mi sfugge veloce,
accetta la mia vita, Signore!
Nel
cuore ti tengo, è il tesoro
che deve informare le mie mosse.
Tu
seguimi, guardami, è tuo
l’amare: gioire e patire.
Nessun
raccolga un sospiro.
Nascosta
nel tuo tabernacolo
vivo, lavoro per tutti.
Il
tocco della mia mano sia tuo,
sol tuo l’accento della mia voce.
In
questo mio cencio, il tuo amore
ritorni nel mondo riarso
con l’acqua, che sgorga abbondante
dalla tua piaga, Signore!
Rischiari,
divina Sapienza
l’oscura mestizia di tanti,
di tutti. Maria vi risplenda.