L'Antico Testamento e ancora più ignorato.
Tuttavia da parecchi anni, in seguito al rinnovamento liturgico, i fedeli si
interessano sempre di più al florilegio biblico del loro messalino.
Ma per mancanza di iniziazione, qualche volta si scoraggiano, perché quei
frammenti tolti dal loro contesto, assomigliano assai spesso a degli enigmi
indecifrabili.
Certo, è impossibile, in poche pagine, introdurti d'un
colpo nella familiarità della Bibbia, e più ancora stendertene dinanzi tutte le
ricchezze. La familiarità si acquista solo con la frequenza assidua e le
ricchezze del Libro, profondo come un abisso, non si possono raggiungere. Il
nostro scopo e di facilitare il contatto con
Come conoscere
Il mezzo? Molto semplice! Come
fai, nella vita quotidiana, per strappare a qualcuno il suo segreto? Cominci ad
osservarlo, noti i lineamenti del suo volto, la figura, il modo di comportarsi,
le sue attitudini, il suo linguaggio; ti informi dei suoi ascendenti, della sua
eredita, del suo paese d'origine.
Già questa prima inchiesta ti da
una certa conoscenza superficiale ed esterna. Ma occorre guardare oltre la
maschera e le apparenze, scoprire i gusti personali, le tendenze profonde, le
predilezioni, le preoccupazioni abituali, in breve bisogna arrivare all'anima.
Ciò suppone relazioni prolungate, confidenze intime e molta simpatia. Non e
forse dopo lungo tempo, a prezzo di pazienza instancabile che si finisce per
intravedere il carattere, la personalità degli altri?
Ebbene useremo per
Quanto diremo in seguito ce lo dimostrerà con evidenza. E
tuttavia questo modo di chiamarla ci sorprende.
In tutte le regioni dell'Asia Anteriore, patria della
Bibbia, L'aramaico trionfò delle lingue indigene e divenne la lingua dei
diplomatici e dei commnercianti. In tale idioma
furono scritti tre libri interi, fra i quali il Vangelo secondo S. Matteo, e
parecchi altri frammenti. Per gli altri libri
I Vangeli, eccettuato il testo primitivo di S. Matteo, le
Lettere degli Apostoli, il libro degli Atti e l'Apocalisse sono scritti in
greco, non nella lingua classica di Senofonte e di Demostene, ma nel greco
volgare del linguaggio corrente.
Qual'é il suo Paese di origine? difficile precisarlo. Sappiamo almeno con certezza che fu
Mosè, gran condottiero di uomini, genio ricco di tutta la sapienza dell'Egitto,
a firmare l'atto di nascita della Bibbia, nel deserto del Sinai. Il Pentateuco
è, in sostanza, l'opera del legislatore di Israele. A Mosè spetta gran parte
della sua elaborazione; e lui stesso esercitò un profondo influsso sulla
redazione definitiva.
Il libro vide la luce nelle steppe della penisola Asiatica,
probabilmente nel 13° secolo a. C, a seconda dell'epoca oggi assegnata al
periodo mosaico. In seguito esso si sviluppa come un vivente, ma senza che ci
sia possibile fissare sempre le date precise delle diverse fasi della sua
evoluzione.
Soprattutto cresce in Palestina, terra predestinata a tanta
gloria,
Ma l'esilio non arresta il suo progresso: si arricchisce in
quel tempo della profezia di Ezechiele. Al ritorno dalla grande prova
Infine, con i quattro Vangeli, gli Atti degli Apostoli, le ventun lettere apostoliche e l'Apocalisse di Giovanni,
Un libro così carico d'anni non
ha potuto attraversare i secoli senza subirne il contraccolpo. Quante volte fu
ricopiato e tradotto! E tuttavia, nonostante i numerosi incidenti, lacune,
corruzioni, inversioni,
I testi nostri d'oggi riproducono, almeno sostanzialmente,
i documenti originali. Per stabilire questa identità sostanziale i dotti
raccolgono e confrontano le testimonianze nel corso dei secoli dai manoscritti,
dalle versioni e dalle citazioni bibliche. Altra conseguenza. Poiché
In essa si riflettono i paesaggi più svariati; essa fa
proprie immagini, paragoni che prende da quegli ambienti diversi. Ci accadrà di
identificare, nel corso della nostra lettura, Parole, immagini, concetti scientifici
e un folclore che appartengono alle colture profane, assiro-babilonesi o
ellenistiche.
Infine il Libro mostra scolpite nella sua sostanza le
tracce di una ricca eredità. I suoi ascendenti sono scaglionati lungo circa
quindici secoli. Numerosi autori, conosciuti e sconosciuti, hanno lavorato alla
sua elabo-razione e ciascuno ha impresso la sua im-pronta personale. Di qui la
meravigliosa fisionomia della Bibbia, in cui si fondano armoniosamente i
lineamenti degli avi.
Di conseguenza che varietà! Ma anche quanti contrasti!
Quegli autori infatti non si copiano, benché sfruttino
spesso un fondo comune. Leggiamo, per esempio, nei primi capitoli della Genesi
due narrazioni della creazione dell'uomo. E chi non sa che il primo non
potrebbe nemmeno sospettare del secondi tanto questo
differisce da quello! Lo stile è l'uomo. Perciò nella Bibbia quanti uomini - e
sono numerosi- altrettanti stili!
Qui un linguaggio corretto, la
scorrettezze di vocabolario e di Sintassi, perfino delle rudezze! Ogni autore
usa la lingua che corrisponde alla sua origine, al suo temperamento, alla sua
epoca. Immagina un uomo che parlasse nello stesso tempo il dialetto e con l'accento
ti tutte le regioni d'Italia!
Se si tratta ti sentimento,
Nessuna forma poetica le è estranea, neppure i primi
elementi di arte drammatica; Il libro di Giobbe e il Cantico dei Cantici sono a
quanto pare, abbozzi di dramma. Essa dimostra una notevole predilezione per la
storia, non certo per la storia alla maniera di oggi, Secondo le norme della
storiografia, ma una storia sui generis, le cui , le
cui regole oggi conosciute meglio, in parte ci sfuggono ancora. Infatti nella Bibbia si incontrano certe maniere di esporre
e di narrare, certi idiotismi, propri specialmente delle lingue semitiche,
certi modi iperbolici approssimativi, talora anzi paradossali, servono a meglio
stampare nella mente ciò che si vuol dire.
Queste forme letterarie non corrispondono a nessuna delle
nostre categorie classiche e non possono quindi essere giudicate alla luce dei
generi greco-latini o moderni. Storia unica nel suo
genere, perché essa dispiega sotto i nostri occhi l'epopea dell'umanità, dalle
origini del mondo e dell'uomo sino alla fine dei tempi. Dalla Genesi
all'Apocalisse
Dalla prima all'ultima pagina,
questo libro così complesso, nato e cresciuto in ambienti tanto diversi, opera
di tanti autori, proclama la sua fede in un solo Dio, creatore dell'universo,
giudice di tutti gli uomini difensore e vindice della morale.
Che cosa vi leggi all'inizio? Le semplici parole: "In
principio Dio creò il cielo e la terra". Questa dichiarazione iniziale,
che a noi sembra tanto naturale e ovvia, di fatto pone
Solo gli Ebrei sono gelosamente attaccati a un Dio unico,
pur dandogli qualifiche diversi e molteplici nomi. Il primo libro della Genesi
chiama semplicemente il Creatore Elohim, cioè Dio,
mentre nei dei capitoli successivi il Signore unisce
insieme due nomi: Jahve-Elohim. Nel seguito i
Patriarchi invocheranno il Dio eterno, il Dio della visione, il Dio che agisce,
il Dio di Betel, il Terrore di Isacco o
In tutte le tappe della sua storia, il popolo della Bibbia,
ha conservato intatta la fede in Colui che E'. Questo fatto storico, umanamente
inspiegabile, è sufficiente a classificare a parte il Libro di questo popolo.
La storia biblica, che occupa quasi due millenni, storia redatta a frammenti in
apparenza senza legame, è in realtà, una storia ben orientata. Una ispirazione segreta l'anima dall'interno, lega fra loro
gli avvenimenti organizzandoli.
Nel terzo capitolo della Genesi appare in penombra un
personaggio umano e sovrumano, nello stesso tempo figlio della Donna e
antagonista del demonio. Membro della stirpe umana, impegnerà una lotta
vittoriosa contro il nemico mortale della nostra razza e diverrà l'artefice
della nostra liberazione spirituale.
A poco a poco la sua fisionomia emerge dall'ombra e si
precisa in ogni suo lineamento: il Liberatore nascerà dalla famiglia dei
Semiti; radioso come una stella, s'innalzerà nella discendenza di Giacobbe;
figlio di una vergine, monarca universale, inaugurerà a prezzo della usa vita un regno di salvezza, il cui splendore illuminerà
le nazioni.
Gli scrittori della Bibbia, per descrivere il monarca e il
suo regno, esauriscono il loro vocabolario poetico; il Messia riempie della sua
invisibile presenza l'Antico Testamento. "Dovunque nella Scrittura, si
trova disseminato il Figlio di Dio" Affermava S. Ireneo.
San Agostino scrisse, a proposito del Pentateuco, "Mosè parla del Cristo
in tutto ciò che ha scritto". Tutto nel libro della Bibbia si orienta
attorno al Messia.
Disse Pascal: "A Gesù Cristo
guardano i due Testamenti: l'Antico come sua attesa, il Nuovo come suo modello,
tutte e due come a loro centro".
Perchè
Il vero motivo è che ha una origine
divina. Anche la chiesa nel Concilio Vaticano definisce Che: "i libri dell'Antico e Nuovo Testamento sono considerati come
sacri "perché scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio
per autore". Gli autori della Bibbia, sono vissuti in secoli diversi
riflettendo ambienti e periodi diversi. Disponevano anche di risorse
intellettuali diverse, e secondo il loro temperamento e il loro scopo, hanno
scelto generi letterari molto vari.
Ma tutti lavoravano sotto uno speciale influsso dello
Spirito Santo che si serviva di loro come strumenti. Dio li illuminava senza
sconvolgere la struttura della loro intelligenza, ne guidava la volontà, senza
toglierne la libertà, li assisteva rispettando la delicata psicologia umana. Lo
spirito di Dio li muoveva dall'interno, come strumenti viventi, dotati di
ragione.
Dio illuminava, guidava, assisteva gli scrittori sacri in
tal modo che essi esprimevano pensieri umani e insieme divini, il messaggio che
essi scrivevano era un messaggio umano, ma allo stesso tempo il messaggio di
Dio stesso,
"Iddio stesso, per virtù soprannaturale, ha eccitato e
mosso gli autori sacri a scrivere, li ha assistiti mentre scrivevano in modo
tale che concepissero esattamente, che volessero riportare fedelmente e
esprimessero con verità infallibile tutto quello che Egli comandava e solo
quello che Egli comandava di scrivere.
E' così impossibile che un errore possa accompagnarsi con la ispirazione divina, che non solo questa per se stessa
esclude ogni errore, ma ancora lo esclude e vi ripugna così necessariamente,
quanto necessariamente Iddio, verità sovrana, non può essere l'Autore di alcun
errore". (Enciclica Providentissimus.
Papa Leone XIII)
Come leggere
Nella Bibbia Dio è paragonato
spesso a un vasaio che modella l'argilla. Come l'argilla nelle mani del vasaio
così l'uomo nelle mani di Dio. (Geremia 18,6; Ecclesiastico 33, 13; Isaia
29,16; Genesi 2,7; Giobbe 10,9).
E' interessante notare come Dio a poco poco
forma l'uomo e lo conduce a una perfezione più alta. Quando un vasaio prende
una certa quantità di creta, non arriva d'un sol colpo a dare l'ultima mano
alla sua opera. Tutto nella natura, creazione di Dio, proviene da un germe e da
un abbosso.
Un vecchio filosofo greco diceva: "l'uomo
è chiamato da Dio piccolo ragazzo, proprio come un ragazzo è chiamato ragazzo
da un uomo". Non è in un sol colpo che si trasmette a un bambino tutto il
sapere di un uomo, e così è dell'uomo da parte di Dio.
Il modo migliore di leggere
Nella Bibbia vi sono cose che nessun uomo potrà mai capire.
Se saprai rallegrarti umilmente dei passaggi, che ti rivelano la ricchezza dei
disegni e dei pensieri di Dio, ben presto sarai inondato di luce. Si può
leggere dalla prima all'ultima pagina per scoprire da dove siamo partiti e dove
arriveremo. Oppure si può leggere partendo dai Vangeli per arrivare ai vari
profeti.
Non mancano infatti riferimenti che dai vangeli ci
rimandano indietro (sovente a Isaia), come testimonianza che ciò che era stato
predetto è accaduto. Oppure la si può leggere partendo da un punto qualsiasi.
L'importante è leggerla con fede e con intelligenza magari con una matita per
sottolineare i passi che ci hanno colpito di più, o mettere una nota a margine
per ricordarci un versetto speciale che ci ha illuminato.
Modi diversi di leggere
1. Lettura corrente.
Perchè non leggere
Non esclude la curiosità, nè il
senso religioso, nè lo sforzo per comprendere,
esclude invece la pretesa di comprendere tutto e trova il suo prolungamento
necessario negli altri modi di leggere.
2. Lettura critica.
Lo sforzo per comprendere, in fondo al quale vi è ( il
senso letterale ). Sforzo di ragione dunque, ma orientato e controllato dalla
fede. Bisognerà comprendere il testo (o disporre di una buona traduzione);
avere il (senso del contesto), e qui la prima familiarità acquisita con la
lettura corrente è di grande aiuto; ma essa non basta, e molte difficoltà
storiche, letterarie, ecc. imporranno al cristiano di media cultura il ricorso
a delle buone guide.
3. Lettura liturgica.
Per molti fedeli questa sarà la prima. Leggendo
4. Lettura Teologica.
L'opera della fede che cerca formalmente nella Bibbia
5. Lettura spirituale.
Ormai siamo gia arrivati e
specialmente con la lettura liturgica e teologica; la nostra meditazione
personale non potrebbe tralasciare senza danno una lettura liturgica e una
lettura teologica della Bibbia. Ma viene un momento, in cui la voce della
ragione credente e la voce stessa della Chiesa tacciono per lasciarmi ascoltare
cio che
Dopo avere studiato a un tavolo di lavoro, dopo aver
salmodiato in chiesa,- e pur necessario che si giunga
a leggere
6. Lettura poetica.
Qui si tratta del gratuito, di quel di piu
che accompagna i doni di Dio.
Non vi è dunque una sola maniera di leggere
Tratto da
Supplemento a "Rivista biblica e "Parole di vita" (1960).
Associazione Biblica Italiana - Figlie della Chiesa. Viale Vaticano 62, Roma.