Le Apparizioni di Fatima
Raccontate da
Lucia di Fatima
Prima Apparizione Angelica
1916
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1937 per ordine del vescovo di Leiria, che le ordinò di scrivere la storia della sua vita
e delle apparizioni, esattamente come erano avvenute.
Un bel giorno andammo con le
nostre pecorelle nella proprietà dei miei, situata ai piedi del monte di cui ho
parlato, dalla parte rivolta verso levante. Questa proprietà si chiama Chousa Velha. Verso metà mattina,
cominciò a cadere una pioggerellina fine, poco più che una rugiada. Risalimmo
il pendio del monte, seguiti dalle nostre pecorelle, in cerca di una roccia che
ci servisse da riparo. Fu allora che per la prima volta entrammo in quella
benedetta grotta. Si trova in mezzo a un uliveto e appartiene al mio padrino Anastácio. Da lì si vede il piccolo paesetto dove sono
nata, la casa dei miei genitori, i paesini di Casa Velha
e Eira da Pedra. L'uliveto
ha parecchi proprietari e si estende fino a confondersi con questi piccoli
paesetti.
Lì passammo la giornata, anche se
aveva smesso di piovere ed era apparso un sole bello e splendente. Facemmo lo
spuntino e recitammo il nostro Rosario e chissà forse
uno di quelli che noi usavamo dire per la fretta di poter giocare, come ho già
raccontato a V.E., passando i grani e dicendo solo le parole: Ave, Maria e
Padre nostro! Finito di pregare, cominciammo a giocare con i sassolini.
Si stava giocando da qualche
momento ed ecco che un vento forte scuote gli alberi e ci fa alzare gli occhi
per vedere cosa succedeva, perché il giorno era sereno. Vediamo allora che
sopra l'uliveto viene verso di noi quella figura di cui ho già parlato. Giacinta e Francesco non l'avevano mai vista e io non
gliene avevo mai parlato. A mano a mano che si avvicinava, riuscivamo a
scorgerne le fattezze: un giovane di 14 o 15 anni, più bianco che se fosse
stato di neve, e il sole lo rendeva trasparente come se fosse stato di
cristallo e di una grande bellezza. Arrivato vicino a noi ci
disse:
- Non abbiate paura. Sono
l'angelo della pace. Pregate con me. - E, inginocchiatosi per terra, curvò la
fronte fino al suolo e ci fece ripetere tre volte queste parole: - Mio Dio, io
credo, adoro, spero e vi amo! Vi domando perdono per quelli che non credono,
non adorano, non sperano e non vi amano.
Poi, alzandosi disse:
- Pregate così. I Cuori di Gesù e
di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche.
Le sue parole s'impressero
talmente nel nostro spirito, che noi non le scordammo mai più. E da allora noi
trascorrevamo lunghi periodi di tempo, così prosternati,
ripetendole a volte fino a cadere dalla stanchezza. Raccomandai subito che era
necessario mantenere il segreto e, questa volta, grazie a Dio, fecero come
volevo io.
Seconda Apparizione Angelica
1916
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1937 per ordine del vescovo di Leiria, che le ordinò di scrivere la storia della sua vita
e delle apparizioni, esattamente come erano avvenute.
Passò un bel po' di tempo e un
giorno d'estate, che eravamo andati a passare la siesta a casa, stavamo
giocando in cima a un pozzo, che i miei avevano in fondo al giardino e che si
chiamava Arneiro. (Nello scritto su Giacinta, ho già parlato anche di questo pozzo).
Improvvisamente, vediamo vicino a noi la stessa figura, o angelo, come mi pare
che doveva essere e dice:
- Che fate? Pregate! Pregate
molto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno sopra di voi disegni di misericordia.
Offrite costantemente all'Altissimo preghiere e sacrifici.
- Come dobbiamo sacrificarci? -
domandai.
- Di tutto quello che potrete,
offrite un sacrificio in atto di riparazione dei peccati con cui Lui è offeso e
di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sopra la vostra
patria la pace. Io sono il suo angelo custode, l'angelo del Portogallo.
Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il
Signore vi manderà.
Terza Apparizione Angelica
1916
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1937 per ordine del vescovo di Leiria, che le ordinò di scrivere la storia della sua vita
e delle apparizioni, esattamente come erano avvenute.
Passò parecchio tempo e andammo a
pascolare il gregge in una proprietà dei miei genitori situata sul pendio del
monte di cui ho parlato, un po' sopra Valinhos. È un
uliveto chiamato Pregueira. Finito lo spuntino,
decidemmo di andare a pregare nella grotta che restava dall'altra parte del
monte. Perciò si fece un mezzo giro sul pendio e dovemmo arrampicarci su per
alcune rocce, situate proprio in cima alla Pregueira.
Le pecore riuscirono a passare con molta difficoltà.
Appena arrivati ci mettemmo in
ginocchio con la faccia a terra e cominciammo a ripetere la preghiera
dell'angelo: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo ecc.». Non so quante
volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vediamo che sopra di noi brilla
una luce sconosciuta. Ci alziamo per vedere che cosa stava succedendo e vediamo
l'angelo che aveva nella mano sinistra un calice, sopra il quale stava sospesa
un'ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di sangue
dentro al calice. L'angelo lascia sospeso il calice per aria, s'inginocchia
vicino a noi e ci fa ripetere tre volte:
- Santissima Trinità, Padre,
Figlio e Spirito santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo
Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli
della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui
Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Santissimo Cuore e del
Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori.
Poi si alzò,
prese nelle mani il calice e l'ostia. Diede a me l'ostia e il calice lo divise
tra Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo:
- Prendete e bevete il corpo e il
sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate
i loro crimini e consolate il vostro Dio.
E, prostrandosi nuovamente in
terra, ripeté con noi altre tre volte la medesima preghiera: «Santissima
Trinità ecc.», e scomparve.
Noi rimanemmo nella stessa
posizione, ripetendo sempre le stesse parole e quando ci alzammo, vedemmo che
s'era fatto sera e perciò era ora che ce ne andassimo a casa.
Prima Apparizione
13 maggio 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Mentre stavo per giocare con Giacinta e Francesco, in cima al pendio della Cova da Iria, a fare un muretto intorno a una macchia, vedemmo,
all'improvviso, qualcosa come un lampo.
- È meglio che ce n'andiamo a
casa - dissi ai miei cugini - perché sta lampeggiando. Potrebbe venire un
temporale.
- Sì, andiamo.
E cominciammo a scendere il
pendio, spingendo le pecore verso la strada. Arrivati all'incirca a metà
pendio, quasi vicino a un grande leccio che c'era lì, vedemmo un altro lampo e,
fatti alcuni passi più avanti, vedemmo sopra un'elce una Signora, tutta vestita
di bianco, più brillante del sole che diffondeva luce più chiara e intensa di
un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina, attraversata dai raggi
del sole più ardente. Sorpresi dall'apparizione, ci fermammo. Eravamo così
vicini, che ci trovammo dentro alla luce che la circondava o che Lei
diffondeva. Forse a un metro e mezzo di distanza, più o meno. Allora
- Non abbiate timore. Io non vi
faccio del male.
- Di dove siete? - le domandai.
- Sono del cielo.
- E che cos'è che volete da me?
- Sono venuta a chiedervi che
veniate qui sei mesi di seguito, il giorno
- E anch'io andrò in cielo?
- Sì, ci andrai.
- E Giacinta?
- Anche lei.
- E Francesco?
- Pure, ma deve recitare molti
Rosari.
Mi ricordai allora di chiedere di
due ragazze che erano morte da poco. Erano mie amiche e stavano in casa mia per
imparare a tessere con la mia sorella più vecchia.
- Maria das Neves
è già in cielo?
- Sì. (Mi pare che avrà avuto più
o meno sedici anni).
- E Amelia?
- È in purgatorio fino alla fine
del mondo. (Mi pare che avrà avuto da diciotto a vent'anni).
- Volete offrirvi a Dio per
sopportare tutte le sofferenze ch'Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione
dei peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei
peccatori?
- Sì, vogliamo.
- Avrete dunque molto da
soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto.
Fu al pronunciare queste parole
(«la grazia di Dio ecc.»), che aprì per la prima volta le mani, comunicandoci
una luce molto intensa, come un riflesso che da esse usciva, che ci penetrava
nel petto e nel più intimo dell'anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che
era quella stessa luce, più chiaramente di quanto non ci vediamo nel migliore degli
specchi. Allora, per un impulso intimo, anch'esso comunicato, cademmo in
ginocchio e ripetemmo intimamente: «O Santissima
Trinità, io vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io vi amo nel Santissimo Sacramento».
Passati i primi momenti,
Subito dopo, cominciò a elevarsi
serenamente, salendo verso levante, fino a scomparire nell'immensità della
distanza. La luce che la circondava apriva come un sentiero tra la massa degli
astri, motivo per cui alcune volte abbiamo detto di aver visto il cielo
aprirsi.
Seconda Apparizione
13 giugno 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Dopo aver recitato il Rosario con Giacinta e
Francesco ed altre persone presenti, vedemmo di nuovo il riflesso della luce
che si avvicinava (e che noi chiamavamo «lampo»); e, subito dopo,
- Che cosa volete da me? -
domandai.
- Voglio che veniate qui il 13
del prossimo mese, che recitiate il Rosario tutti i
giorni e che impariate a leggere. Poi dirò quello che voglio.
Chiesi la guarigione di un
malato.
- Se si converte, guarirà durante
l'anno.
- Vorrei chiedervi di portarci in
cielo.
- Sì, Giacinta
e Francesco li porterò presto. Ma tu resterai qua ancora per un po'. Gesù vuol
servirsi di te per farmi conoscere e amare. Lui vuole stabilire nel mondo la
devozione al mio Cuore Immacolato.
- Resto qui sola? - domandai
afflitta.
- No, figlia. E tu soffri molto
per questo? Non ti scoraggiare. Io mai ti lascerò. Il mio Cuore Immacolato sarà
il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio. - Fu nell'istante in
cui disse queste ultime parole, che aprì le mani e ci comunicò per la seconda
volta il riflesso di quella luce immensa. In essa noi ci vedevamo come immersi
in Dio. Giacinta e Francesco pareva che stessero
nella parte di quella luce che si elevava verso il cielo e io in quella che si
diffondeva sulla terra. Davanti al palmo della mano destra della Madonna c'era
un cuore circondato di spine, che pareva vi stessero conficcate. Comprendemmo
che era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell'umanità, che
voleva riparazione.
Ecco, eccellenza reverendissima,
a che cosa ci riferivamo quando dicevamo che
Terza Apparizione
13 luglio 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Alcuni momenti dopo essere
arrivati alla Cova da Iria, vicino all'elce, tra una
numerosa folla di popolo, mentre dicevamo il Rosario,
vedemmo il riflesso della luce familiare e, subito dopo,
- Che cosa volete da me? -
domandai.
- Voglio che veniate qui il 13
del prossimo mese, che continuiate a recitare il
Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario per ottenere la pace
del mondo e la fine della guerra, perché solo Lei vi potrà aiutare.
- Vorrei chiedervi di dirci chi
siete, e di fare un miracolo con il quale tutti credano che Voi ci apparite.
- Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono, quello che voglio
e farò un miracolo che tutti vedranno per credere.
A questo punto feci alcune
richieste, che non ricordo bene quali furono. Quel che mi ricordo è che
Spaventati e come per invocare
soccorso alzammo gli occhi verso
[L'ecc. è il terzo segreto di
Fatima scritto da Lucia di Fatima nel 1944:
Dopo le due
parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un
poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra;
scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si
spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua
mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con
voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce
immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si
vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo
vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo
Padre". Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e
religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una
grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il
Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e
mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per
le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del
monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un
gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e
allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti,
religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi
e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un
innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali
raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano
a Dio.]
Quando recitate il Rosario, dite dopo ogni mistero: "O mio Gesù,
perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le
anime, specialmente le più bisognose"». Seguì un istante di silenzio e
domandai:
- Non volete più nulla da me?
- No, oggi non voglio più nulla.
- E, come al solito, cominciò a elevarsi verso levante fino a scomparire
nell'immensa distanza del firmamento.
Quarta Apparizione
15 agosto 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Andando con le pecore in
compagnia di Francesco e di suo fratello Giovanni, in un luogo chiamato Valinhos e intuendo che qualche cosa di soprannaturale si
stava avvicinando e ci avvolgeva, supponendo che
Nel frattempo, vidi insieme a
Francesco il riflesso della luce, che noi chiamavamo lampo e, arrivata Giacinta, un istante dopo, vedemmo
- Che cosa volete da me?
- Voglio che continuiate ad
andare alla Cova da Iria il 13 e che continuiate a
recitare il Rosario tutti i giorni. L'ultimo mese farò
il miracolo perché tutti credano.
- Che cosa volete che si faccia
con i soldi che il popolo lascia alla Cova da Iria?
- Facciano due bussole: una
portala tu insieme a Giacinta e ad altre due bambine
vestite di bianco; l'altra che la porti Francesco con altri tre bambini. I
soldi delle bussole sono per la festa della Madonna del
Rosario e quello che avanza è per la costruzione di una cappella che mi faranno
fare.
- Vorrei chiedervi la guarigione
di alcuni malati.
- Sì, alcuni li guarirò durante
l'anno. - E, assumendo un aspetto più triste - Pregate, pregate molto e fate
sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno perché non
hanno chi si sacrifichi e preghi per loro.
E, come al solito, cominciò ad
elevarsi verso levante.
Quinta Apparizione
13 settembre 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Quando l'ora fu vicina, andai con
Giacinta e Francesco, tra numerose persone, che a
malapena ci lasciavano camminare. Le strade erano piene zeppe di gente perché
tutti volevano vederci e parlarci. Lì non c'era rispetto umano. Numerose
persone, e perfino signore e signori, riuscendo ad aprirsi un varco tra la
folla che si stringeva attorno a noi, venivano a prostrarsi in ginocchio
davanti a noi, chiedendo che presentassimo alla Madonna le loro necessità.
Altri, non riuscendo ad arrivare vicino a noi, gridavano da lontano: Per amor
di Dio chiedete alla Madonna che mi guarisca il figlio che è zoppo. Un altro:
che guarisca il mio che è cieco. Un altro: il mio che è sordo. Che mi riporti
mio marito, mio figlio che è in guerra; che mi converta un peccatore; che mi
dia la salute, perché sono tisico, ecc. ecc.
Lì apparivano tutte le miserie
della povera umanità e alcuni gridavano perfino dalla cima degli alberi e dai
muretti, dove salivano al fine di vederci passare. Dicendo agli uni di sì,
dando la mano agli altri per aiutarli ad alzarsi dalla polvere della terra,
andavamo avanti grazie ad alcuni signori che ci aprivano un passaggio tra la
folla.
Quando leggo adesso nel Nuovo
Testamento certe scene così affascinanti di quando Nostro Signore passava
attraverso
Comunque tutto questo non c'entra
niente qui; è stata più che altro una distrazione della penna che mi è andata
dove io non volevo. Pazienza! Una cosa inutile in più; non la tolgo per non
sciupare il quaderno.
Arrivammo finalmente alla Cova da
Iria, vicino all'elce e cominciammo a dire il Rosario con il popolo. Poco dopo vedemmo il riflesso
della luce e, subito dopo,
- Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre
verrà anche Nostro Signore,
- Mi hanno chiesto di chiedervi
molte cose: la guarigione di alcuni malati, di un sordomuto.
- Sì, alcuni li guarirò, altri
no. In ottobre farò il miracolo perché tutti credano. - E cominciando a
elevarsi scomparve, come al solito.
Sesta Apparizione
13 ottobre 1917
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le
ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di
Fatima.
Uscimmo di casa abbastanza
presto, tenendo conto dei ritardi dell'andata. Il popolo era presente in massa.
La pioggia, torrenziale. Mia madre, temendo che quello fosse l'ultimo giorno
della mia vita, con il cuore a pezzi per l'incertezza di quello che sarebbe
successo, volle accompagnarmi. Durante il cammino, le scene del mese passato,
più numerose e commoventi. Nemmeno il fango dei sentieri impediva a quella
gente d'inginocchiarsi nell'atteggiamento più umile e supplichevole. Arrivati
alla Cova da Iria vicino all'elce, spinta da un
movimento interiore, chiesi al popolo di chiudere gli ombrelli per recitare il Rosario. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e
subito dopo
- Che cosa volete da me?
- Voglio dirti che si faccia qui
una cappella in mio onore, che sono
Io avevo molte cose da chiedervi:
se guarivate alcuni malati, se convertivate alcuni peccatori, ecc.
- Alcuni sì, altri no. È
necessario che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati. - E
assumendo un aspetto più triste: - Non offendano più Dio Nostro Signore, che è
già molto offeso.
E aprendo le mani le fece
riflettere sul sole e, mentre si elevava, continuava il riflesso della sua luce
a proiettarsi sul sole. Ecco, eccellenza reverendissima, il motivo per cui
gridai di guardare verso il sole. Il mio scopo non era richiamare da quella
parte l'attenzione del popolo, perché non mi rendevo nemmeno conto della sua
presenza. Lo feci solo perché trasportata da un movimento interiore che a ciò
mi spinse.
Scomparsa
Poco dopo, svanita questa
apparizione, vidi Nostro Signore e
10 dicembre 1925
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel 1927. Il rev. P. José Aparício
da Silva visitò Lucia nella casa di noviziato a Tuy.
Parlarono della devozione dei primi sabati. Egli le disse di mettere questo
argomento per iscritto. Lei si sentì imbarazzata a farlo in prima persona e
chiese di scriverlo in terza persona.
Il 10 dicembre 1925, le apparve
In seguito,
Il 15 febbraio del 1926, le apparve di nuovo Gesù Bambino. Le domandò se aveva
diffuso la devozione alla sua Santissima Madre. Lei gli espose le difficoltà
che il confessore aveva e gli disse che la madre superiora era pronta a
diffonderla; ma che il confessore aveva detto che lei da sola non poteva fare
niente. Gesù rispose: «È vero che la madre superiora, da sola, non può niente;
ma, con la mia grazia, può tutto».
Fece presente la difficoltà che
alcune anime avevano a confessarsi al sabato, e chiese
se potesse essere valida la confessione di otto giorni. Gesù rispose: «Sì. Può essere anche di molti più giorni, basta che siano
in grazia il primo sabato, quando mi ricevono; e si siano confessati con
l'intenzione di offrire riparazione al Sacro Cuore di Maria».
Lei domandò: «Mio
Gesù! E coloro che si dimenticassero di formare questa intenzione?». Gesù
rispose: «Possono formarla in seguito in un'altra confessione seguente,
approfittando della prima occasione che avranno di confessarsi».
Scritto da Lucia di Fatima (Suor
Maria del Cuore Immacolato) nel
Mentre ero in
cappella con Nostro Signore, parte della notte tra il 29 e il 30 di questo mese
di maggio del 1930 e parlavo a Nostro Signore delle due domande,
1. Le bestemmie contro
l'Immacolata Concezione.
2. Contro la sua Verginità.
3. Contro
4. Coloro che cercano d'infondere
nei cuori dei bambini l'indifferenza, il disprezzo e perfino l'odio contro
questa Immacolata Madre.
5. Coloro che la oltraggiano
direttamente nelle sue sante immagini.
Ecco, figlia mia, il motivo per
cui l'Immacolato Cuore di Maria mi ha portato a chiedere questa piccola
riparazione; e, per riguardo ad essa, a muovere la mia misericordia al perdono
per quelle anime che hanno avuto la disgrazia di offenderla.
Quanto a te, cerca senza posa,
con le tue preghiere e sacrifici, di muovermi a misericordia verso quelle
povere anime».
13 giugno 1929
Nel 1941 il rev. P. José Bernardo
Gonçalves copiò a Tuy
alcuni scritti di Lucia di Fatima.
Io avevo chiesto e ottenuto il
permesso delle mie superiore e del confessore per fare l'ora di adorazione
dalle undici a mezzanotte, tra il giovedì e il venerdì. Trovandomi una notte da
sola, m'inginocchiai tra le due parti della balaustra, in mezzo alla cappella a
recitare, prostrata, le preghiere dell'angelo. Sentendomi stanca, mi alzai e continuai
a recitarle con le braccia in croce. L'unica luce era quella della lampada (del
Santissimo). All'improvviso tutta la cappella s'illuminò di una luce
soprannaturale e sopra l'altare apparve una croce di luce che arrivava fino al
tetto. In una luce più chiara, si vedeva nella parte superiore della croce un
volto d'uomo, col corpo fino alla vita, sul petto una colomba di luce e,
inchiodato in croce, il corpo di un altro uomo. Un po' sotto la cinta, sospeso
in aria, si vedeva un calice e un'ostia grande, sulla quale cadevano alcune
gocce di sangue, che scorrevano sul volto del Crocifisso e da una ferita del
petto. Scivolando sull'ostia, queste gocce cadevano dentro al calice. Sotto il
braccio destro della croce c'era
Compresi che mi veniva mostrato
il mistero della Santissima Trinità e ricevetti lumi su questo mistero che non
mi è permesso rivelare. Poi
[La consacrazione è stata
effettuata il 25 marzo 1984]
Tratto da : http://www.santorosario.net/apparizionifatima.htm